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	<title>La Rete dell&#039;Innovazione &#187; Docs</title>
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		<title>L&#8217;OdG del giorno presentato dalla Rete dell&#8217;innovazione all&#8217;assemblea Nazionale del Pd del 4-5 Febbraio e accolto.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 16:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi e iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il seguente Ordine del Giorno è stato accolto dall&#8217;Assemblea Nazionale del PD del 4-5 Febbraio 2011 ed è stato inviato alle diverse commissioni di lavoro affinché venga integrato nei loro documenti in considerazione del fatto che l&#8217;innovazione è un tema trasversale. &#8212;- La situazione del Paese impone a tutti di misurarsi con la necessità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il seguente Ordine del Giorno è stato accolto dall&#8217;Assemblea Nazionale del PD del 4-5 Febbraio 2011 ed è stato inviato alle diverse commissioni di lavoro affinché venga integrato nei loro documenti in considerazione del fatto che l&#8217;innovazione è un tema trasversale.</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>La situazione del Paese impone a tutti di misurarsi con la necessità di dover uscire dalla crisi economica e rilanciare con urgenza lo sviluppo. Le misure sinora adottate di risparmio e riduzione della spesa non si sono dimostrate sufficienti. Non si può eludere l’imperativo di dover riprendere a crescere in modo sostenuto per garantire un futuro a tutti i cittadini.</p>
<p>La ricetta di questo ultimo quindicennio non ha prodotto gli effetti sperati anzi il paese continua a peggiorare nelle statistiche e nelle condizioni reali della popolazione. Ormai anche il made in italy non è più sufficiente a trainare l’economia. L’enorme concorrenza sui prezzi che i paesi in via di sviluppo fanno al nostro e l’incapacità dell’Europa di dotarsi di una strategia adeguata per superare lo stallo, stanno diventando una tenaglia entro la quale vengono schiacciati i diritti dei lavoratori, il welfare, la stessa giustizia sociale.</p>
<p>Esiste una emergenza crescita alla quale non si può rispondere con i soliti strumenti.</p>
<p>E’ ormai noto come l’investimento in innovazione tecnologica consente di avere il miglior rapporto tra soldi spesi e crescita economica. I dati indicano che per ogni euro investito in innovazione si producono 4 euro di crescita economica.</p>
<p>Ma la tecnologia non produce crescita da sola. L’innovazione tecnologica fine a se stessa produce solo ulteriori costi. La banda larga è sicuramente tra le principali infrastrutture per un paese moderno ma è necessario che il sistema sociale ed economico siano in grado di utilizzarle al meglio. Il Giappone da anni investe in tecnologie e ricerca di avanguardia eppure un sistema economico e sociale bloccato non consente di far diventare tutto questo una leva di benessere e crescita diffusa. Ciò</p>
<p>L’innovazione tecnologica deve accompagnarsi a una profonda innovazione culturale che trasformi in modo strutturale la nostra economia, la sua governance e l’intera struttura della società. Sta alla politica essere in grado di imprimere con forza le riforme. Stiamo assistendo alla rivoluzione che segnerà il secolo, il passaggio nella società della conoscenza, con gli occhi e gli strumenti inutili della prima rivoluzione industriale: peggioramento delle condizioni di lavoro; disinvestimento in istruzione e formazione; abbattimento del welfare; inasprimento delle diseguaglianze. Se non cambieremo urgentemente direzione, di questo atteggiamento ne pagheremo i prezzi per decine di anni.</p>
<p>Sul fronte dell’industria è necessario che l’investimento in innovazione tecnologica sia un’occasione per far diventare la nostra impresa e le nostre competenze un valore esclusivo, occasione per creare e perfezionare tecnologie da esportare all’estero. La PA dovrebbe fare quello che le FS hanno fatto con il “pendolino”. Le Ferrovie dello Stato commissionarono un treno che andasse ad una velocità sopra la media del tempo e che potesse sfruttare i binari già presenti. In pochi anni il mercato ha risposto con la realizzazione del pendolino che è stato uno dei prodotti più innovativi della meccanica italiana ed è stato esportato in tutto il mondo. La stessa cosa deve essere in grado di fare la PA nei confronti del settore “innovazione” (ICT, energia, ecc.).</p>
<p>E tuttavia guidare questo cambiamento significa rileggere i rapporti tra lavoro e impresa, disegnare una nuova democrazia economica che coinvolga e renda partecipi tutti, ridisegnare la stessa governance democratica.  Come ci insegnano anche le recenti rivolte del Maghreb internet ha cambiato strutturalmente i percorsi di partecipazione sociale e wikileaks si è rivelato un grande strumento di trasparenza democratica anche se i rischi e i pericoli degli eccessi sono sempre in agguato. I recenti fatti di cronaca, dalle rivoluzioni nate su facebook e twitter, al caso wikileaks, alla manifestazione del popolo viola o al passaparola che ha dato vita a “Rai per una notte” ci indicano che esiste una società civile viva che si organizza attraverso Internet. La politica deve imparare a stare nelle piazze virtuali come in quelle fisiche, a comunicare con lo stesso protocollo del web.</p>
<p>E’ necessario che il PD si faccia promotore di questo cambiamento nella società e nell’economia. Che si faccia soggetto di innovazione promuovendo un’azione di cambiamento radicale per la crescita.</p>
<p>Il Partito deve interloquire con i soggetti che si occupano a vario titolo di innovazione, coglierne le istanze e farsene promotore nelle istituzioni. Per questo è necessario un lavoro capillare sia localmente che a livello nazionale per aggregare intelligenze ed impegno, per aprire un lavoro di elaborazione che generi idee nuove e proposte concrete che sappiano differenziare il PD dagli altri partiti facendo riconoscere una distintiva e originale capacità elaborativa. Uno dei mali di questo quindicennio è stato sicuramente l’incapacità della politica di costruire il consenso per adagiarsi nell’inseguimento del consenso, l’incapacità di avere una elaborazione propria con il rischio di appoggiarsi ad una tecno-burocrazia che in alcuni casi si è trasformata in “cricca”.</p>
<p>Einstein diceva che “Non si può risolvere i problemi con lo stesso approccio che li ha generati” e oggi i fatti ci spronano a cambiare.</p>
<p>Come Rete dell’innovazione pensiamo che sia importante raccogliere alcune parole d’ordine da lanciare in tutte le iniziative e le azioni del PD:</p>
<p>- Open Government: Trasparenza nell’amministrazione pubblica, nel fare politica, nell’informazione. Costruire piattaforme tecnologiche che supportino la trasparenza e l’informazione ai cittadini, stimolare la loro partecipazione.</p>
<p>- Banda Larga: nei primi anni ’90 il nostro paese è stato tra i primi al mondo di dotarsi di una rete in fibra ottica. Questo vantaggio ci permette ancora oggi di essere un paese leader in questo settore. L’internet del futuro sarà sempre più wireless e gli USA stanno investendo molto in termini economici e regolatori per dedicare frequenze alla banda larga. Il nostro paese deve lanciare un piano di ricerca e sviluppo di tecnologie wireless per la banda larga, ridisegnare tutto il sistema delle frequenze (oggi costruito intorno agli interessi televisivi di mediaset) razionalizzandone l’utilizzo e liberandone quante più possibile. Costruire una rete wireless che si affianchi alla rete mobile ma utilizzi le più innovative scoperte del settore. Questo consentirebbe di utilizzare al meglio l’enorme know-how italiano in questo settore dove siamo leader internazionali e di sviluppare un’intera filiera produttiva anche da esportare.</p>
<p>- Fare della PA il traino della domanda di innovazione avviando una vera riorganizzazione della PA per creare servizi e processi innovativi e migliorarne la fruizione da parte dei cittadini. Una riorganizzazione che abbia al centro la creazione di piattaforme tecnologiche, soluzioni e know-how che possano essere poi esportati all’estero. Una riorganizzazione che non sia fatta di annunci alla Brunetta o caricando sui cittadini l’incapacità del ministro come nel caso del lancio dei certificati on-line.</p>
<p>- Dotarsi di una politica industriale incentrata sull’innovazione. Il governo deve guidare il sistema delle imprese a trasformarsi, a ridisegnare i prodotti, a spingersi nella società della conoscenza e diventarne i principali attori.</p>
<p>La crisi che stiamo vivendo è civile oltre che economica. Non riusciremo ad uscire senza un profondo cambiamento. L’innovazione è la leva principale di questo cambiamento e del futuro economico e sociale, veniamo da un decennio nel quale non cresciamo più dello zero virgola qualcosa ma abbiamo bisogno di imprimere ben altra velocità. Il PD vede nell’innovazione culturale e tecnologica, nell’ingresso nella società della conoscenza il perno della rinascita del Paese.</p>
<p>Rete dell’innovazione</p>
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		<title>&#8220;Innovatori Europei&#8221; e &#8220;Rete dell&#8217;Innovazione&#8221; per Pierluigi Bersani Segretario</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 21:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani Segretario]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacità di innovare. La ragione primaria che determina questa incapacità è la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si è determinato con il passaggio dalla società industriale alla società della conoscenza: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-183 tworows" title="Pierluigi Bersani" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/09/bersani.jpg" alt="Pierluigi Bersani" width="320" height="241" />La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacità di innovare.<br />
La ragione primaria che determina questa incapacità è la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si è determinato con il passaggio dalla società industriale alla società della conoscenza: si tratta non solo di una profonda variazione del sistema produttivo<span id="more-175"></span>, nel quale assumono un rilievo inedito rispetto al passato le attività e i beni che includono quantità crescenti di conoscenza, innovazione e creatività ma, nel complesso, di un profondo cambiamento culturale e politico.</p>
<p>Un cambiamento che si esercita innanzitutto sull&#8217;idea stessa di progresso e benessere: se sino ad ora si è pensato che queste variabili obbedissero ad una crescita inarrestabile della produzione e del consumo, sostenuta dall&#8217;economia finanziaria, adesso gli effetti negativi di questa ideologia hanno reso evidenti e gravi gli errori commessi sino ad oggi. Dalla crisi di una finanza slegata dalla produzione reale, alla precarietà a cui stiamo consegnando il pianeta, sino alla esplosione degli equilibri tra diritti fondamentali nelle zone ricche a quelle più povere del mondo.</p>
<p>Il neoliberismo, con la sopraffazione dell&#8217;etica da parte del profitto e dei bisogni generali da parte dei particolarismi e interessi sempre più ristretti, è stato la dottrina economica che ha prodotto questo stato di cose.</p>
<p>Nella società sempre più globalizzata nella quale viviamo, innervata dai sistemi a rete &#8211; Internet in primis &#8211; i destini reciproci sono sempre più interdipendenti: questa è la variabile esogena più evidente che ci deve indurre a ripensare i nostri modelli di sviluppo, tenendo al contempo in conto la soddisfazione dei nostri bisogni e la ricaduta globale che le nostre azioni producono.</p>
<p>Tutti i principali paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo stanno facendo enormi investimenti e piani di intervento, sui settori dell&#8217;innovazione, sul sapere, sulla ricerca e sull&#8217;energia e ambiente, per cogliere le opportunità di questo nuovo scenario di interdipendenza internazionale e mutazione del sistema produttivo.</p>
<p>L&#8217;economia italiana sembra invece non aver compreso a sufficienza questo profondo mutamento di paradigma. Mentre tutti i paesi industrializzati investono in innovazione e ricerca per aumentare la quantità di conoscenza contenuta in ciò che producono, il nostro paese è asserragliato invece su produzioni a bassa e media specializzazione tecnologica che non consentono di competere con efficacia in un mondo sempre più globalizzato.</p>
<p>La crisi finanziaria che stiamo attraversando è crisi di un modello di crescita e di una impostazione economica &#8220;non sostenibile&#8221; ed ha semplicemente dato l&#8217;impulso ad un lento e continuo declino del nostro sistema economico, che rischia di protrarsi, e che va fermato, assumendo decisioni coraggiose in tempi brevi.</p>
<p>Tutto questo si accompagna alla necessità di un uso più attento delle limitate risorse del Pianeta: il clima sta cambiando sotto i nostri occhi, rischiando di compromettere in maniera irreversibile le nostre condizioni di vita sul pianeta.</p>
<p>Per questo, negli ultimi due anni, il tema del Cambiamento Climatico, da vincolo &#8211; costo per le economie e le società è diventato opportunità economica &#8211; culturale &#8211; politica, al punto che oggi dagli Stati Uniti alla Francia, passando per la Cina, si parla della necessità di una <strong>Green Economy and Society.</strong></p>
<p>In questo nuovo contesto, l&#8217;obiettivo strategico di un Paese come l&#8217;Italia è quello di investire in innovazione e conoscenza, modernizzare l&#8217;apparato produttivo e contribuire all&#8217;affermazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.</p>
<p>Un modello che premia i processi di produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi ad impatto zero, ovvero tali che qualunque costo ambientale derivante dalla pressione esercitata dalle attività umane sull&#8217;ecosistema Terra sia controbilanciato da un&#8217;azione uguale e contraria, evitando di contrarre &#8220;debiti ambientali&#8221; che ricadranno, inevitabilmente, sulle future generazioni.</p>
<p><strong>Per arrivare ad una Green Economy and Society, occorre innanzitutto innescare un processo virtuoso che, sfruttando anche le leggi del mercato, determini l&#8217;emersione e l&#8217;affermazione di questo nuovo modello economico e culturale</strong>.<span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p>La vera sfida consiste, infatti, nel diffondere nella società civile una consapevolezza ambientale che si traduca in tecnologie, comportamenti e buone pratiche quotidiane che, nel loro insieme, possiamo definire <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong>. Queste azioni vanno dagli accorgimenti per la riduzione dei consumi di energia ad interventi più strutturati di efficienza energetica degli edifici, installazione di impianti di generazione da fonti rinnovabili, progetti di energy management, trasporto sostenibile, produzione sostenibile etc.</p>
<p>Mentre le soluzioni sono ormai note e la tecnologia è in molti casi già disponibile, per diffondere il <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong> ed accelerare la transizione verso una <strong>Green Economy and Society</strong> i fattori critici di successo sono:</p>
<p>1.<strong> Lo sfruttamento dell&#8217;attuale crisi energetica</strong>, divenuta, a tutti gli effetti, strutturale, quale opportunit� offerta dal mercato per sensibilizzare tutti, cittadini e imprenditori, sui risparmi immediati che nascono da comportamenti eco-compatibili;</p>
<p>2.<strong> L&#8217;adozione di Internet come paradigma di processo bottom-up</strong>, autenticamente democratico e direttamente partecipativo. Il Web è esploso grazie alla sua configurazione di rete <em>peer-to-peer</em> in cui tutti collaborano alla creazione e diffusione dei contenuti: lo stesso modello va adottato per creare e condividere conoscenza sul tema del <strong>Clean Behaviour</strong>. E&#8217; importante notare, infatti, che la &#8220;rete intelligente&#8221; sarà anche il modello di generazione e distribuzione dell&#8217;energia del futuro, in cui ciascun utente &#8211; nodo della rete sarà potenzialmente produttore e consumatore di energia, esattamente come nel Web 2.0 il navigatore ha oggi un ruolo di creatore e fruitore di contenuti in Internet.</p>
<p>3.<strong> La creazione, a livello internazionale, delle condizioni di consolidamento di una massa critica di &#8220;politiche&#8221; che possa scatenare un processo irreversibile.</strong> Ciò può avvenire incentivando gli investimenti in iniziative &#8220;verdi&#8221; attraverso strumenti normativi (definizione di standards a livello europeo &#8211; internazionale) ed economici (sgravi fiscali, finanziamenti agevolati di livello sovra-nazionale), che accompagnino lo sviluppo ed il consolidamento di un mercato delle emissioni e di un carbon finance globali.</p>
<p>Nella definizione di <strong>Green Economy and Society</strong> si racchiude quindi un po&#8217; tutto:</p>
<p>- una <strong>Nuova Società</strong>, basata sulla sostenibilità dello sviluppo economico e dei consumi, ovvero sul Clean Behaviour<br />
- una <strong>Nuova Economia</strong>, incentrata sulla sostenibilità e sull&#8217;etica dei comportamenti, una Green Economy appunto.</p>
<p>E&#8217; da lì che bisogna partire per capire la portata di questo cambiamento: che non è quindi solo cambiamento di un paradigma economico-industriale (il passaggio da uno sviluppo basato su combustibili fossili ad uno basato su energie rinnovabili) ma anche e soprattutto una innovazione culturale e sociale, in cui l&#8217;uomo torna al centro della scena, con la sua carica di umanità, di socialità partecipata all&#8217;ambiente in cui vive.</p>
<p>E&#8217; per questo che tale tema dovrà risultare come la sfida più rilevante del Partito Democratico: un Partito che deve e può guidare l&#8217;Italia, in un momento unico ed irripetibile, a rivedere il proprio modello di sviluppo culturale ed economico, mettendo al centro il tema della sostenibilità ambientale.</p>
<p>Questo noi chiediamo a Pierluigi Bersani, &#8220;nostro&#8221; candidato alla Segretaria al congresso di Ottobre, sicuri che, con l&#8217;esperienza e il pragmatismo dimostrati da Ministro dello Sviluppo Economico, potrà affrontare una sfida così complessa e nuova.</p>
<p>9 Settembre 2009 &#8211; <strong>Rete dell&#8217;Innovazione</strong> e <strong>Innovatori Europei</strong></p>
<p><strong>Paolino Madotto</strong><br />
<strong>Massimo Preziuso</strong><br />
<strong>Alberto Zigoni</strong><br />
<strong>Stefano Casati</strong><br />
<strong>David Ragazzoni</strong><br />
<strong>Alessia Centioni</strong><br />
<strong>Francesco Augurusa</strong><br />
<strong>Antonella Giulia Pizzaleo</strong><br />
<strong>Alessandra Maggiani</strong><br />
<strong>Mattia Siciliano</strong><br />
<strong>Valerio Pieroni</strong><br />
<strong>Franco Scravaglieri</strong><br />
<strong>Alessandra De Santis</strong><br />
<strong>Federico Mercuri</strong></p>
<p>Per adesioni e/o informazioni: <a href="mailto:infoinnovatorieuropei@gmail.com">infoinnovatorieuropei@gmail.com</a> oppure <a href="mailto:info@larete-innovazione.it">info@larete-innovazione.it</a></p>
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		<title>Pekka himanem su Sviluppo e coesione Sociale Aprile 2007</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/docs/pekka-himanem-su-sviluppo-e-coesione-sociale-aprile-2007/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 22:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Docs]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento di Pekka Himanem]]></description>
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		<title>Paolo Zocchi sui Laboratori dell&#8217;Innovazione del PD</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 22:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Zocchi sui Laboratori dell&#8217;Innovazione del PD &#8211; Aprile 2007]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/06/zocchi su la2.avi">Paolo Zocchi sui Laboratori dell&#8217;Innovazione del PD &#8211; Aprile 2007</a></p>
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		<title>Documento sulla Banda Larga del 2007</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 20:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Docs]]></category>

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		<description><![CDATA[Documento sulla Banda Larga]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/06/gdl-infrastrutture-pd.pdf">Documento sulla Banda Larga</a></p>
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