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	<title>La Rete dell&#039;Innovazione &#187; Innovazione</title>
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		<title>INNOVAZIONE per l&#8217;ITALIA uguale CRESCITA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[è tempo di riprendere il lavoro sull&#8217;innovazione, di impegnarci con tutte le forze per cambiare il Paese. L&#8217;innovazione è l&#8217;asse intorno al quale investono le principali economie del mondo mentre in Italia da troppi anni è abbandonata a se stessa. E&#8217; tempo di costruire proposte concrete da realizzare con l&#8217;impegno di tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è tempo di riprendere il lavoro sull&#8217;innovazione, di impegnarci con tutte le forze per cambiare il Paese. L&#8217;innovazione è l&#8217;asse intorno al quale investono le principali economie del mondo mentre in Italia da troppi anni è abbandonata a se stessa. E&#8217; tempo di costruire proposte concrete da realizzare con l&#8217;impegno di tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2011/09/i2c.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-355" title="i2=c" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2011/09/i2c.jpg" alt="" width="540" height="720" /></a></p>
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		<title>L&#8217;OdG del giorno presentato dalla Rete dell&#8217;innovazione all&#8217;assemblea Nazionale del Pd del 4-5 Febbraio e accolto.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 16:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il seguente Ordine del Giorno è stato accolto dall&#8217;Assemblea Nazionale del PD del 4-5 Febbraio 2011 ed è stato inviato alle diverse commissioni di lavoro affinché venga integrato nei loro documenti in considerazione del fatto che l&#8217;innovazione è un tema trasversale. &#8212;- La situazione del Paese impone a tutti di misurarsi con la necessità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il seguente Ordine del Giorno è stato accolto dall&#8217;Assemblea Nazionale del PD del 4-5 Febbraio 2011 ed è stato inviato alle diverse commissioni di lavoro affinché venga integrato nei loro documenti in considerazione del fatto che l&#8217;innovazione è un tema trasversale.</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>La situazione del Paese impone a tutti di misurarsi con la necessità di dover uscire dalla crisi economica e rilanciare con urgenza lo sviluppo. Le misure sinora adottate di risparmio e riduzione della spesa non si sono dimostrate sufficienti. Non si può eludere l’imperativo di dover riprendere a crescere in modo sostenuto per garantire un futuro a tutti i cittadini.</p>
<p>La ricetta di questo ultimo quindicennio non ha prodotto gli effetti sperati anzi il paese continua a peggiorare nelle statistiche e nelle condizioni reali della popolazione. Ormai anche il made in italy non è più sufficiente a trainare l’economia. L’enorme concorrenza sui prezzi che i paesi in via di sviluppo fanno al nostro e l’incapacità dell’Europa di dotarsi di una strategia adeguata per superare lo stallo, stanno diventando una tenaglia entro la quale vengono schiacciati i diritti dei lavoratori, il welfare, la stessa giustizia sociale.</p>
<p>Esiste una emergenza crescita alla quale non si può rispondere con i soliti strumenti.</p>
<p>E’ ormai noto come l’investimento in innovazione tecnologica consente di avere il miglior rapporto tra soldi spesi e crescita economica. I dati indicano che per ogni euro investito in innovazione si producono 4 euro di crescita economica.</p>
<p>Ma la tecnologia non produce crescita da sola. L’innovazione tecnologica fine a se stessa produce solo ulteriori costi. La banda larga è sicuramente tra le principali infrastrutture per un paese moderno ma è necessario che il sistema sociale ed economico siano in grado di utilizzarle al meglio. Il Giappone da anni investe in tecnologie e ricerca di avanguardia eppure un sistema economico e sociale bloccato non consente di far diventare tutto questo una leva di benessere e crescita diffusa. Ciò</p>
<p>L’innovazione tecnologica deve accompagnarsi a una profonda innovazione culturale che trasformi in modo strutturale la nostra economia, la sua governance e l’intera struttura della società. Sta alla politica essere in grado di imprimere con forza le riforme. Stiamo assistendo alla rivoluzione che segnerà il secolo, il passaggio nella società della conoscenza, con gli occhi e gli strumenti inutili della prima rivoluzione industriale: peggioramento delle condizioni di lavoro; disinvestimento in istruzione e formazione; abbattimento del welfare; inasprimento delle diseguaglianze. Se non cambieremo urgentemente direzione, di questo atteggiamento ne pagheremo i prezzi per decine di anni.</p>
<p>Sul fronte dell’industria è necessario che l’investimento in innovazione tecnologica sia un’occasione per far diventare la nostra impresa e le nostre competenze un valore esclusivo, occasione per creare e perfezionare tecnologie da esportare all’estero. La PA dovrebbe fare quello che le FS hanno fatto con il “pendolino”. Le Ferrovie dello Stato commissionarono un treno che andasse ad una velocità sopra la media del tempo e che potesse sfruttare i binari già presenti. In pochi anni il mercato ha risposto con la realizzazione del pendolino che è stato uno dei prodotti più innovativi della meccanica italiana ed è stato esportato in tutto il mondo. La stessa cosa deve essere in grado di fare la PA nei confronti del settore “innovazione” (ICT, energia, ecc.).</p>
<p>E tuttavia guidare questo cambiamento significa rileggere i rapporti tra lavoro e impresa, disegnare una nuova democrazia economica che coinvolga e renda partecipi tutti, ridisegnare la stessa governance democratica.  Come ci insegnano anche le recenti rivolte del Maghreb internet ha cambiato strutturalmente i percorsi di partecipazione sociale e wikileaks si è rivelato un grande strumento di trasparenza democratica anche se i rischi e i pericoli degli eccessi sono sempre in agguato. I recenti fatti di cronaca, dalle rivoluzioni nate su facebook e twitter, al caso wikileaks, alla manifestazione del popolo viola o al passaparola che ha dato vita a “Rai per una notte” ci indicano che esiste una società civile viva che si organizza attraverso Internet. La politica deve imparare a stare nelle piazze virtuali come in quelle fisiche, a comunicare con lo stesso protocollo del web.</p>
<p>E’ necessario che il PD si faccia promotore di questo cambiamento nella società e nell’economia. Che si faccia soggetto di innovazione promuovendo un’azione di cambiamento radicale per la crescita.</p>
<p>Il Partito deve interloquire con i soggetti che si occupano a vario titolo di innovazione, coglierne le istanze e farsene promotore nelle istituzioni. Per questo è necessario un lavoro capillare sia localmente che a livello nazionale per aggregare intelligenze ed impegno, per aprire un lavoro di elaborazione che generi idee nuove e proposte concrete che sappiano differenziare il PD dagli altri partiti facendo riconoscere una distintiva e originale capacità elaborativa. Uno dei mali di questo quindicennio è stato sicuramente l’incapacità della politica di costruire il consenso per adagiarsi nell’inseguimento del consenso, l’incapacità di avere una elaborazione propria con il rischio di appoggiarsi ad una tecno-burocrazia che in alcuni casi si è trasformata in “cricca”.</p>
<p>Einstein diceva che “Non si può risolvere i problemi con lo stesso approccio che li ha generati” e oggi i fatti ci spronano a cambiare.</p>
<p>Come Rete dell’innovazione pensiamo che sia importante raccogliere alcune parole d’ordine da lanciare in tutte le iniziative e le azioni del PD:</p>
<p>- Open Government: Trasparenza nell’amministrazione pubblica, nel fare politica, nell’informazione. Costruire piattaforme tecnologiche che supportino la trasparenza e l’informazione ai cittadini, stimolare la loro partecipazione.</p>
<p>- Banda Larga: nei primi anni ’90 il nostro paese è stato tra i primi al mondo di dotarsi di una rete in fibra ottica. Questo vantaggio ci permette ancora oggi di essere un paese leader in questo settore. L’internet del futuro sarà sempre più wireless e gli USA stanno investendo molto in termini economici e regolatori per dedicare frequenze alla banda larga. Il nostro paese deve lanciare un piano di ricerca e sviluppo di tecnologie wireless per la banda larga, ridisegnare tutto il sistema delle frequenze (oggi costruito intorno agli interessi televisivi di mediaset) razionalizzandone l’utilizzo e liberandone quante più possibile. Costruire una rete wireless che si affianchi alla rete mobile ma utilizzi le più innovative scoperte del settore. Questo consentirebbe di utilizzare al meglio l’enorme know-how italiano in questo settore dove siamo leader internazionali e di sviluppare un’intera filiera produttiva anche da esportare.</p>
<p>- Fare della PA il traino della domanda di innovazione avviando una vera riorganizzazione della PA per creare servizi e processi innovativi e migliorarne la fruizione da parte dei cittadini. Una riorganizzazione che abbia al centro la creazione di piattaforme tecnologiche, soluzioni e know-how che possano essere poi esportati all’estero. Una riorganizzazione che non sia fatta di annunci alla Brunetta o caricando sui cittadini l’incapacità del ministro come nel caso del lancio dei certificati on-line.</p>
<p>- Dotarsi di una politica industriale incentrata sull’innovazione. Il governo deve guidare il sistema delle imprese a trasformarsi, a ridisegnare i prodotti, a spingersi nella società della conoscenza e diventarne i principali attori.</p>
<p>La crisi che stiamo vivendo è civile oltre che economica. Non riusciremo ad uscire senza un profondo cambiamento. L’innovazione è la leva principale di questo cambiamento e del futuro economico e sociale, veniamo da un decennio nel quale non cresciamo più dello zero virgola qualcosa ma abbiamo bisogno di imprimere ben altra velocità. Il PD vede nell’innovazione culturale e tecnologica, nell’ingresso nella società della conoscenza il perno della rinascita del Paese.</p>
<p>Rete dell’innovazione</p>
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		<title>Il Welfare e la società della conoscenza – e-welfare: l’infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 11:46:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il welfare state è anche una grande opportunità di pensare nuovi e più avanzati servizi utilizzando le nuove tecnologie, lanciando un grande programma di e-welfare. Opportunità per i cittadini che li utilizzano e per le imprese che li realizzano, una grande occasione di rilancio del comparto ICT e dell'innnovazione in generale. 

Lunedì 29 facciamo un primo incontro di riflessione per aprire un percorso di costruzione di una nuova proposta per il nostro Paese.

Un percorso aperto ai contributi di tutti, nessuno escluso.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2010/11/welfare-conoscenza_29novembre_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-341" title="Il welfare e la società della conoscenza" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2010/11/welfare-conoscenza_29novembre_3.jpg" alt="" width="765" height="574" /></a></p>
<p>Il nostro modello di welfare ha preso vita in una fase storica nella quale il lavoro, il vivere la società, i modelli di relazioni tra le persone avevano una natura diversa da quella attuale. Un Welfare State rigido che risponde a domande di servizi che sono emersi in epoca fordista. Oggi viviamo un&#8217;epoca nella quale tutto è più flessibile, il tempo libero a disposizone è spesso minore o distribuito in orari diversi da persona a persona. E&#8217; necessario ripensare il welfare in modo che ampli il suo confine verso nuovi servizi necessari in una società basata sulla conoscenza e sia in grado di &#8220;customizzarsi&#8221; sui bisogni dei cittadini. Come ci insegnano i paesi del nord europa e scandinavi un welfare più inclusivo è anche una opportunità per aumentare la competitività del sistema. Sentirsi più tutelati dal un sistema collettivo di garanzie spinge ad investire e rischiare di più sulle proprie idee, proprio ciò di cui l&#8217;Italia ha più bisogno.</p>
<p>Il welfare state è anche una grande opportunità di pensare nuovi e più avanzati servizi utilizzando le nuove tecnologie, lanciando un grande programma di <strong><em>e-welfare</em></strong>. Opportunità per i cittadini che li utilizzano e per le imprese che li realizzano, una grande occasione di rilancio del comparto ICT e dell&#8217;innnovazione in generale.</p>
<p>Lunedì 29 facciamo un primo incontro di riflessione per aprire un percorso di costruzione di una nuova proposta per il nostro Paese.</p>
<p><strong>Un percorso aperto ai contributi di tutti, nessuno escluso.</strong><strong><br />
</strong></p>
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		<title>La Rete dell&#8217;Innovazione a IGF 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito dell’Internet Governance Forum Italia 2010 (IGF) del prossimo 29 e 30 novembre presso la sede del CNR di Roma, La Rete dell&#8217;innovazione organizza un incontro tematico dal titolo: &#8220;e-Welfare: L&#8217;infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza&#8221; L’obiettivo dell&#8217;incontro, il cui risultato sarà presentato durante la sessione plenaria del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dell’Internet Governance Forum Italia 2010 (IGF) del prossimo 29 e 30 novembre presso la sede del CNR di Roma, La Rete dell&#8217;innovazione organizza un incontro tematico dal titolo:</p>
<p><strong><a href="http://www.igf-italia.it/igf-italia10/incontri-tematici">&#8220;e-Welfare: L&#8217;infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza&#8221;</a></strong></p>
<p>L’obiettivo dell&#8217;incontro, il cui risultato sarà presentato durante la sessione plenaria del pomeriggio del 30/11, è costituito dal tentativo di delineare e discutere nuove forme di welfare, diritti e doveri del cittadino &#8220;digitale&#8221; nel quadro delle nuove caratteristiche della società della rete e della conoscenza; Internet come canale di erogazione di nuovi servizi a cittadini e imprese che &#8220;includa&#8221; anche chi non è in grado di ricevere più direttamente i benefici derivanti dall’ampliamento delle opportunità  grazie alla rete; integrare ed uniformare le diverse modalità delle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali nell’erogazioni dei servizi.</p>
<p>All&#8217;incontro parteciperanno Walter Tocci, Oriano Giovanelli, Andrea Ranieri, Agostino Megale, Laura Pennacchi ed altri in via di definizione e si svolgerà lunedì 29 novembre alle ore 20.00 a Roma presso il Circolo PD Centro Storico &#8211; via dei Giubbonari 38.</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi</p>
<p>La Rete dell’Innovazione (Paolino Madotto, Ugo Bonelli, Alessio Cartocci)</p>
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		<title>Emergenza lavoro, emergenza futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO di PAOLINO MADOTTO (Coord. Rete dell&#8217;Innovazione) articolo pubblicato su Corriere delle Comunicazioni del 12 ottobre 2009 Nortel, Eutelia, Alcatel, BT e molte altre aziende di ICT risuonano nelle pagine della stampa e sono solo la punta dell&#8217;iceberg della crisi occupazionale. Per ogni azienda che viene alla luce ci sono migliaia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG00054-20091014-1626.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-303" title="manif 15 ottobre sul muro" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG00054-20091014-1626-225x300.jpg" alt="manif 15 ottobre sul muro" width="225" height="300" /></a>EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO</strong></p>
<p>di PAOLINO MADOTTO (Coord. Rete dell&#8217;Innovazione)</p>
<p>articolo pubblicato su <strong>Corriere delle Comunicazioni</strong> del 12 ottobre 2009</p>
<p>Nortel, Eutelia, Alcatel, BT e molte altre aziende di ICT risuonano nelle pagine della stampa e sono solo la punta dell&#8217;iceberg della crisi occupazionale. Per ogni azienda che viene alla luce ci sono migliaia di casi di &#8220;accordi&#8221; tra singoli individui ed imprese per risolvere i rapporti di lavoro. Manager, quadri o professional non fa differenza: in questa situazione difficile le imprese e i lavoratori dell&#8217;innovazione sono particolarmente colpiti.</p>
<p><span id="more-299"></span>A differenza di altri settori, qui le fabbriche sono i professionisti, le persone. Le aziende sono in grado di competere e di crescere se i loro professionisti sono aggiornati, preparati, motivati. Ogni singolo lavoratore ha una migliore chance di lavoro se è al passo con le evoluzioni del settore. Stare fuori solo pochi mesi significa perdere la propria utilità per le aziende, non essere più aggiornati sulle ultime tecnologie. E, d&#8217;altra parte, le aziende non posseggono macchinari, trattori, presse. Il loro patrimonio è costituito dal know-how di chi ci lavora, dalle loro relazioni e reputazione, dalla esperienza accumulata. Licenziare persone è come bruciare le fabbriche. In questo settore il sostegno al reddito non basta: è necessario adottare misure specifiche, per esempio istituire percorsi di formazione permanente e programmi di stimolo della domanda.</p>
<p>Eppure, le nuove generazioni che si sono formate nelle università italiane fuggono dal nosro Paese e si affermano all&#8217;estero. Questo è uno dei principali indicatori dello spreco di capitale umano che ogni anno operiamo. Enormi risorse in termini di intelligenza (e dunque economiche nella società della conoscenza) perdute a causa di un sistema sempre più chiuso e provinciale.</p>
<p>Abbiamo un grande deficit di policy e governance dell&#8217;innovazione e le ricette utilizzate finora sono come minestre riscaldate dove sarebbero necessarie proteine e l&#8217;abilità e la ricchezza culinaria della dieta mediterranea.</p>
<p>In questi mesi i dati dicono che la crisi non si è riversata ancora pesantemente sul lavoro. Oggi la situazione rischia di mutare bruscamente per tre fattori. Primo fattore è una politica economica che ha visto il nostro paese (unico tra quelli industrializzati) non prendere nessuna misura tangibile per contrastare la crisi e far ripartire l&#8217;economia. Secondo fattore sono le banche che hanno chiuso i cordoni del credito, colpendo in particolare l&#8217;impresa che non può dare garanzie di rientro attraverso asset materiali, questo è il caso del settore dell&#8217;innovazione. Terzo fattore è la Pubblica Amministrazione, che non ha generato una grande domanda pubblica di beni e servizi di innovazione come stimolo e sostegno alle aziende del settore e, contemporaneamente, come un investimento utile alla razionalizzazione della spesa e alla nascita di un welfare rafforzato. Questo significa gare con tariffe adeguate a pagare dignitosamente i lavoratori e a contrastare il fenomeno del sub-appalto sottopagato e precario.</p>
<p>E&#8217; urgente il sostegno all&#8217;innovazione, alla ricerca e alla formazione (scuola, università, formazione permanente) come stanno facendo molti paesi simili a noi. E&#8217; su queste voci che si intravede il futuro di un paese.</p>
<p>Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli che il futuro delle nostre economie si gioca sulla capacità di competere in questi settori. Ricerca, Università, Innovazione Tecnologica, Creatività sono i pilastri sui quali costruire una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilità di aumentare la competitività del sistema Paese e di finanziare un sistema di welfare migliore per tutti i cittadini.</p>
<p>L&#8217;emergenza lavoro è dunque emergenza futuro, perché sono i lavoratori della conoscenza le vere fabbriche dell&#8217;innovazione. Manager, quadri e professionisti, siano essi dipendenti o liberi professionisti sono risorse fondamentali per la crescita economica. Se il nostro Paese vuole uscire dalle secche di una crescita che da quindici anni (da quando la Internet ha cominciato ad affermarsi) non riesce ad emergere dallo zero virgola qualcosa o poco più, è necessario che vi sia un cambiamento di strategia. E&#8217; necessario puntare sull&#8217;innovazione che offre migliori capacità di sviluppo e garantisce maggior valore aggiunto nelle merci. Innovazione significa produrre beni e servizi che integrano un livello di conoscenza sempre più alto. Con i nostri ritmi di crescita attuali per recuperare i 5 punti di PIL persi dal 2008 ci vorranno circa 5-7 anni, è necessario che si adottino misure urgenti in favore dell&#8217;innovazione e una maggiore attenzione della politica su questo settore. Per questo, come Rete dell&#8217;Innovazione, abbiamo indetto per il 15 ottobre a Roma un&#8217;iniziativa pubblica dal titolo &#8220;EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO &#8211; L&#8217;innovazione CONTRO la crisi&#8221; nella convinzione che il settore dell&#8217;innovazione possa essere la leva per costruire il futuro di questo Paese.</p>
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		</item>
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		<title>&#8220;Innovatori Europei&#8221; e &#8220;Rete dell&#8217;Innovazione&#8221; per Pierluigi Bersani Segretario</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/innovazione/il-partito-democratico-e-l%e2%80%99innovazione-nella-green-economy-and-society/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 21:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani Segretario]]></category>
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		<description><![CDATA[La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacità di innovare. La ragione primaria che determina questa incapacità è la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si è determinato con il passaggio dalla società industriale alla società della conoscenza: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-183 tworows" title="Pierluigi Bersani" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/09/bersani.jpg" alt="Pierluigi Bersani" width="320" height="241" />La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacità di innovare.<br />
La ragione primaria che determina questa incapacità è la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si è determinato con il passaggio dalla società industriale alla società della conoscenza: si tratta non solo di una profonda variazione del sistema produttivo<span id="more-175"></span>, nel quale assumono un rilievo inedito rispetto al passato le attività e i beni che includono quantità crescenti di conoscenza, innovazione e creatività ma, nel complesso, di un profondo cambiamento culturale e politico.</p>
<p>Un cambiamento che si esercita innanzitutto sull&#8217;idea stessa di progresso e benessere: se sino ad ora si è pensato che queste variabili obbedissero ad una crescita inarrestabile della produzione e del consumo, sostenuta dall&#8217;economia finanziaria, adesso gli effetti negativi di questa ideologia hanno reso evidenti e gravi gli errori commessi sino ad oggi. Dalla crisi di una finanza slegata dalla produzione reale, alla precarietà a cui stiamo consegnando il pianeta, sino alla esplosione degli equilibri tra diritti fondamentali nelle zone ricche a quelle più povere del mondo.</p>
<p>Il neoliberismo, con la sopraffazione dell&#8217;etica da parte del profitto e dei bisogni generali da parte dei particolarismi e interessi sempre più ristretti, è stato la dottrina economica che ha prodotto questo stato di cose.</p>
<p>Nella società sempre più globalizzata nella quale viviamo, innervata dai sistemi a rete &#8211; Internet in primis &#8211; i destini reciproci sono sempre più interdipendenti: questa è la variabile esogena più evidente che ci deve indurre a ripensare i nostri modelli di sviluppo, tenendo al contempo in conto la soddisfazione dei nostri bisogni e la ricaduta globale che le nostre azioni producono.</p>
<p>Tutti i principali paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo stanno facendo enormi investimenti e piani di intervento, sui settori dell&#8217;innovazione, sul sapere, sulla ricerca e sull&#8217;energia e ambiente, per cogliere le opportunità di questo nuovo scenario di interdipendenza internazionale e mutazione del sistema produttivo.</p>
<p>L&#8217;economia italiana sembra invece non aver compreso a sufficienza questo profondo mutamento di paradigma. Mentre tutti i paesi industrializzati investono in innovazione e ricerca per aumentare la quantità di conoscenza contenuta in ciò che producono, il nostro paese è asserragliato invece su produzioni a bassa e media specializzazione tecnologica che non consentono di competere con efficacia in un mondo sempre più globalizzato.</p>
<p>La crisi finanziaria che stiamo attraversando è crisi di un modello di crescita e di una impostazione economica &#8220;non sostenibile&#8221; ed ha semplicemente dato l&#8217;impulso ad un lento e continuo declino del nostro sistema economico, che rischia di protrarsi, e che va fermato, assumendo decisioni coraggiose in tempi brevi.</p>
<p>Tutto questo si accompagna alla necessità di un uso più attento delle limitate risorse del Pianeta: il clima sta cambiando sotto i nostri occhi, rischiando di compromettere in maniera irreversibile le nostre condizioni di vita sul pianeta.</p>
<p>Per questo, negli ultimi due anni, il tema del Cambiamento Climatico, da vincolo &#8211; costo per le economie e le società è diventato opportunità economica &#8211; culturale &#8211; politica, al punto che oggi dagli Stati Uniti alla Francia, passando per la Cina, si parla della necessità di una <strong>Green Economy and Society.</strong></p>
<p>In questo nuovo contesto, l&#8217;obiettivo strategico di un Paese come l&#8217;Italia è quello di investire in innovazione e conoscenza, modernizzare l&#8217;apparato produttivo e contribuire all&#8217;affermazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.</p>
<p>Un modello che premia i processi di produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi ad impatto zero, ovvero tali che qualunque costo ambientale derivante dalla pressione esercitata dalle attività umane sull&#8217;ecosistema Terra sia controbilanciato da un&#8217;azione uguale e contraria, evitando di contrarre &#8220;debiti ambientali&#8221; che ricadranno, inevitabilmente, sulle future generazioni.</p>
<p><strong>Per arrivare ad una Green Economy and Society, occorre innanzitutto innescare un processo virtuoso che, sfruttando anche le leggi del mercato, determini l&#8217;emersione e l&#8217;affermazione di questo nuovo modello economico e culturale</strong>.<span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p>La vera sfida consiste, infatti, nel diffondere nella società civile una consapevolezza ambientale che si traduca in tecnologie, comportamenti e buone pratiche quotidiane che, nel loro insieme, possiamo definire <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong>. Queste azioni vanno dagli accorgimenti per la riduzione dei consumi di energia ad interventi più strutturati di efficienza energetica degli edifici, installazione di impianti di generazione da fonti rinnovabili, progetti di energy management, trasporto sostenibile, produzione sostenibile etc.</p>
<p>Mentre le soluzioni sono ormai note e la tecnologia è in molti casi già disponibile, per diffondere il <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong> ed accelerare la transizione verso una <strong>Green Economy and Society</strong> i fattori critici di successo sono:</p>
<p>1.<strong> Lo sfruttamento dell&#8217;attuale crisi energetica</strong>, divenuta, a tutti gli effetti, strutturale, quale opportunit� offerta dal mercato per sensibilizzare tutti, cittadini e imprenditori, sui risparmi immediati che nascono da comportamenti eco-compatibili;</p>
<p>2.<strong> L&#8217;adozione di Internet come paradigma di processo bottom-up</strong>, autenticamente democratico e direttamente partecipativo. Il Web è esploso grazie alla sua configurazione di rete <em>peer-to-peer</em> in cui tutti collaborano alla creazione e diffusione dei contenuti: lo stesso modello va adottato per creare e condividere conoscenza sul tema del <strong>Clean Behaviour</strong>. E&#8217; importante notare, infatti, che la &#8220;rete intelligente&#8221; sarà anche il modello di generazione e distribuzione dell&#8217;energia del futuro, in cui ciascun utente &#8211; nodo della rete sarà potenzialmente produttore e consumatore di energia, esattamente come nel Web 2.0 il navigatore ha oggi un ruolo di creatore e fruitore di contenuti in Internet.</p>
<p>3.<strong> La creazione, a livello internazionale, delle condizioni di consolidamento di una massa critica di &#8220;politiche&#8221; che possa scatenare un processo irreversibile.</strong> Ciò può avvenire incentivando gli investimenti in iniziative &#8220;verdi&#8221; attraverso strumenti normativi (definizione di standards a livello europeo &#8211; internazionale) ed economici (sgravi fiscali, finanziamenti agevolati di livello sovra-nazionale), che accompagnino lo sviluppo ed il consolidamento di un mercato delle emissioni e di un carbon finance globali.</p>
<p>Nella definizione di <strong>Green Economy and Society</strong> si racchiude quindi un po&#8217; tutto:</p>
<p>- una <strong>Nuova Società</strong>, basata sulla sostenibilità dello sviluppo economico e dei consumi, ovvero sul Clean Behaviour<br />
- una <strong>Nuova Economia</strong>, incentrata sulla sostenibilità e sull&#8217;etica dei comportamenti, una Green Economy appunto.</p>
<p>E&#8217; da lì che bisogna partire per capire la portata di questo cambiamento: che non è quindi solo cambiamento di un paradigma economico-industriale (il passaggio da uno sviluppo basato su combustibili fossili ad uno basato su energie rinnovabili) ma anche e soprattutto una innovazione culturale e sociale, in cui l&#8217;uomo torna al centro della scena, con la sua carica di umanità, di socialità partecipata all&#8217;ambiente in cui vive.</p>
<p>E&#8217; per questo che tale tema dovrà risultare come la sfida più rilevante del Partito Democratico: un Partito che deve e può guidare l&#8217;Italia, in un momento unico ed irripetibile, a rivedere il proprio modello di sviluppo culturale ed economico, mettendo al centro il tema della sostenibilità ambientale.</p>
<p>Questo noi chiediamo a Pierluigi Bersani, &#8220;nostro&#8221; candidato alla Segretaria al congresso di Ottobre, sicuri che, con l&#8217;esperienza e il pragmatismo dimostrati da Ministro dello Sviluppo Economico, potrà affrontare una sfida così complessa e nuova.</p>
<p>9 Settembre 2009 &#8211; <strong>Rete dell&#8217;Innovazione</strong> e <strong>Innovatori Europei</strong></p>
<p><strong>Paolino Madotto</strong><br />
<strong>Massimo Preziuso</strong><br />
<strong>Alberto Zigoni</strong><br />
<strong>Stefano Casati</strong><br />
<strong>David Ragazzoni</strong><br />
<strong>Alessia Centioni</strong><br />
<strong>Francesco Augurusa</strong><br />
<strong>Antonella Giulia Pizzaleo</strong><br />
<strong>Alessandra Maggiani</strong><br />
<strong>Mattia Siciliano</strong><br />
<strong>Valerio Pieroni</strong><br />
<strong>Franco Scravaglieri</strong><br />
<strong>Alessandra De Santis</strong><br />
<strong>Federico Mercuri</strong></p>
<p>Per adesioni e/o informazioni: <a href="mailto:infoinnovatorieuropei@gmail.com">infoinnovatorieuropei@gmail.com</a> oppure <a href="mailto:info@larete-innovazione.it">info@larete-innovazione.it</a></p>
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		<title>EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO &#8211; L&#8217;innovazione CONTRO la crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:18:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eventi e iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primopiano]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani Segretario]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli cheil futuro delle nostre economie si gioca sulla capacità di competere in questi settori. Ricerca, Università, Innovazione Tecnologica, Creatività sono i pilastri sui quali rifondare una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilità di aumentare la competitività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli cheil futuro delle nostre economie si gioca sulla capacità di competere in questi settori. <strong>Ricerca, Università, Innovazione Tecnologica, Creatività sono i pilastri sui quali rifondare una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilità di aumentare la competitività del sistema Paese e di finanziare un sistema di welfare che consenta una qualità della vita migliore per tutti i cittadini. </strong><br />
L&#8217;Italia è indietro proprio sul fronte delle policy relative ai nuovi modelli di sviluppo sociali ed economici ed è un Paese fermo alla produzione di beni e servizi di bassa e media specializzazione tecnica, che competono più sul prezzo o sul design che sulla quantità di conoscenza e innovazione presenti.</p>
<p>In Italia il settore dell&#8217;Innovazione (Sapere, Ricerca, Innovazione, Creatività) sta subendo pesanti tagli di investimenti e finanziamenti pubblici mentre il settore privato spesso non è stimolato a coglierne le opportunità. Un Paese come il nostro che già fa molta fatica ad utilizzare l&#8217;innovazione non è incentivato a farlo per le politiche insufficienti che sono messe in atto finora dal governo.</p>
<p>Eppure, la &#8220;fuga&#8221; delle nuove generazioni maggiormente istruite nelle università italiane e l&#8217;affermazione che esse riescono ad ottenere all&#8217;estero è uno dei principali indicatori sul capitale umano che ogni anno sprechiamo. Enormi risorse in termini di intelligenza (e dunque anche economiche nell&#8217; economia della conoscenza) perdute a causa di un sistema sempre più chiuso e provinciale.<br />
Eppure esistono eccellenze italiane che si distinguono a livello internazionale per la loro capacità di creare prodotti nuovi, distinguendosi nel software, nelle nuove tecnologie, nelle scienze della vita ed affermandosi anche a livello internazionale.</p>
<p>Il settore dell&#8217;Innovazione oggi è in enorme sofferenza, molte delle multinazionali che negli anni scorsi hanno aperto centri di ricerca e produzione in Italia stanno chiudendo, altre aziende hanno avviato pesanti programmi di ridimensionamento. A farne le spese sono i giovani che non trovano adeguati sbocchi di lavoro, sempre più chiusi nel precariato e coloro che, pur con anni di esperienza e professionalità, escono sempre più spesso da mercato del lavoro, senza possibilità di ricollocarsi.</p>
<p><strong>E&#8217; urgente una grande azione di programmatica e di investimenti sull&#8217;innovazione e il sapere che finanzi interventi immediati attraverso la domanda pubblica e incentivi sulla quella privata. Un grande piano che sostenga la ricerca e la formazione, anche quella permanente, per sostenere il futuro dell&#8217;Italia.e delle nuove generazioni. E&#8217; urgente che dalle parole di sostegno generiche si passi a fatti concreti per far crescere la nostra competitività e consolidare il diritto al lavoro.<br />
</strong></p>
<p>Con questa iniziativa<strong> la Rete del&#8217;Innovazione, </strong>che sostiene al congresso del PD<strong> Pierluigi Bersani, </strong>vuole mettere in evidenza questa emergenza<strong> e stimolare il PD in primis </strong>e tutte le forze politiche ad impegnarsi, <strong>convinti come siamo che questo è il FUTURO DELL&#8217;ITALIA.</strong></p>
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		<title>Ribelli, innovatori</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;innovatore  un ribelle,  uno che non rispetta lautorit. Pu piacere o non piacere, ma  cos e questo va detto&#8220;. E&#8217; uno dei punti nodali dell&#8217;analisi di Paolo Dario, sintetizzata efficacemente su Wired.it. Dario  uno dei pi noti esponenti della robotica italiana, docente di robotica biomedica alla Scuola SantAnna di Pisa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-139" title="Paolo Dario" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/09/paolodario.jpg" alt="Paolo Dario" width="320" height="240" /><span style="color: #800000;"><em><strong>&#8220;L&#8217;innovatore  un ribelle,  uno che non rispetta lautorit. Pu piacere o non piacere, ma  cos e questo va detto</strong>&#8220;</em></span>.</p>
<p>E&#8217; uno dei punti nodali dell&#8217;analisi di Paolo Dario, sintetizzata efficacemente su Wired.it. Dario  uno dei pi noti esponenti della robotica italiana, docente di robotica biomedica alla Scuola SantAnna di Pisa e presso la Waseda University di Tokio<span id="more-138"></span> , due istituzioni universitarie forti di una collaborazione che ha avuto l&#8217;obiettivo del nuovo record mondiale di trasmissione ottica senza fili, raggiunto nel 2008 e fissato in 1.2 Terabit/s.</p>
<p>Leggi <strong><a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-09/23/l-innovazione-in-italia-passa-per-universita,-moda-e-piccola-industria--.aspx">l&#8217;articolo completo su Wired.it</a></strong></p>
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		<title>Arriva il supercommissario?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un &#8220;super commissario&#8221; per l&#8217;Innovazione: l&#8217;idea  venuta all&#8217;appena riconfermato Presidente della Commissione Europea, Barroso. Con lo sguardo rivolto a scadenze prossime venture (Agenda di Lisbona, European Innovation Act) Barroso sarebbe intenzionato a riordinare molti pezzi dello scacchiere in materia di Innovazione, distribuiti attualmente su pi direttorati e relative competenze raggruppandone la responsabilit in un&#8217;unica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-145" title="Jos Manuel Duro Barroso" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/09/barroso.jpg" alt="Jos Manuel Duro Barroso" width="289" height="192" />Un &#8220;super commissario&#8221; per l&#8217;Innovazione: l&#8217;idea  venuta all&#8217;appena riconfermato Presidente della Commissione Europea, Barroso.<br />
Con lo sguardo rivolto a scadenze prossime venture (Agenda di Lisbona, European Innovation Act) Barroso sarebbe intenzionato a riordinare molti pezzi dello scacchiere in materia di Innovazione<span id="more-143"></span>,  distribuiti attualmente su pi direttorati e relative competenze raggruppandone la responsabilit in un&#8217;unica figura istituzionale.</p>
<p>Per saperne di pi <strong><a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=75043">leggi l&#8217;articolo sul &#8220;Corriere delle Comunicazioni&#8221;</a></strong></p>
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		<title>Salutiamo Paolo Zocchi</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 13:58:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il suo lavoro, la sua passione, la sua capacit e la sua tenacia ha contribuito a far nascere il confronto sull&#8217;Innovazione nel Paese. Il suo contributo nella Margherita prima e nel PD poi ha permesso lo sviluppo di un dibattito profondo e il coinvolgimento di molte persone intorno al centro-sinistra. Il suo impegno  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/06/zocchi.jpg" alt="Paolo Zocchi" title="Paolo Zocchi" width="250" height="188" class="alignleft size-full wp-image-136" />Con il suo lavoro, la sua passione, la sua capacit e la sua tenacia ha contribuito a far nascere il confronto sull&#8217;Innovazione nel Paese. Il suo contributo nella Margherita prima e nel PD poi ha permesso lo sviluppo di un dibattito profondo e il coinvolgimento di molte persone intorno al centro-sinistra. Il suo impegno  un esempio per le molte persone con cui ha discusso e dibattuto ma sopratutto costruito un terreno di confronto umano che ha permesso l&#8217;instaurarsi di una relazione franca, seria e profonda.<span id="more-51"></span>L&#8217;osservatorio ICT della Margherita, che ha fondato,  stato un luogo di confronto per molte anime del centro-sinistra, un luogo di lavoro aperto e che ha visto il coinvolgimento di vasti settori del mondo ICT e di persone anche non obbligatoriamente del suo partito. L&#8217;osservatorio ha contribuito in modo decisivo a far nascere in Italia la consapevolezza che il settore ICT fosse nevralgico per lo sviluppo del Paese. Da quella esperienza sono usciti contributi importanti.<br />
Anche chi non era d&#8217;accordo con Paolo politicamente riconosceva e riconosce la sua umanit e la sua energia coinvolgente.<br />
Con Paolo abbiamo fatto molta strada insieme e le differenze sono state sempre una ricchezza. Potevamo essere in disaccordo su alcune cose ma la vicinanza umana, la sua disponibilit e la sua capacit ci ha coinvolto spesso e volentieri. Non avremmo mai voluto salutarlo cos e ora simo molto tristi per non poter tornare a lavorare insieme.<br />
Questo prezioso contributo merita un riconoscimento da parte del PD intitolando a lui un&#8217;aula riunioni presso la sede nazionale del PD dove per anni l&#8217;osservatorio ICT si  riunito.<br />
Ciao Paolo.</p>
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