<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La Rete dell&#039;Innovazione &#187; Politica</title>
	<atom:link href="http://www.larete-innovazione.it/category/politica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.larete-innovazione.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 07 Sep 2011 16:10:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>&#8220;Innovatori Europei&#8221; e &#8220;Rete dell&#8217;Innovazione&#8221; per Pierluigi Bersani Segretario</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/innovazione/il-partito-democratico-e-l%e2%80%99innovazione-nella-green-economy-and-society/</link>
		<comments>http://www.larete-innovazione.it/innovazione/il-partito-democratico-e-l%e2%80%99innovazione-nella-green-economy-and-society/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 21:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Docs]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani Segretario]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.larete-innovazione.it/?p=175</guid>
		<description><![CDATA[La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacitÃ  di innovare. La ragione primaria che determina questa incapacitÃ  Ã¨ la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si Ã¨ determinato con il passaggio dalla societÃ  industriale alla societÃ  della conoscenza: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-183 tworows" title="Pierluigi Bersani" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/09/bersani.jpg" alt="Pierluigi Bersani" width="320" height="241" />La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacitÃ  di innovare.<br />
La ragione primaria che determina questa incapacitÃ  Ã¨ la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si Ã¨ determinato con il passaggio dalla societÃ  industriale alla societÃ  della conoscenza: si tratta non solo di una profonda variazione del sistema produttivo<span id="more-175"></span>, nel quale assumono un rilievo inedito rispetto al passato le attivitÃ  e i beni che includono quantitÃ  crescenti di conoscenza, innovazione e creativitÃ  ma, nel complesso, di un profondo cambiamento culturale e politico.</p>
<p>Un cambiamento che si esercita innanzitutto sull&#8217;idea stessa di progresso e benessere: se sino ad ora si Ã¨ pensato che queste variabili obbedissero ad una crescita inarrestabile della produzione e del consumo, sostenuta dall&#8217;economia finanziaria, adesso gli effetti negativi di questa ideologia hanno reso evidenti e gravi gli errori commessi sino ad oggi. Dalla crisi di una finanza slegata dalla produzione reale, alla precarietÃ  a cui stiamo consegnando il pianeta, sino alla esplosione degli equilibri tra diritti fondamentali nelle zone ricche a quelle piÃ¹ povere del mondo.</p>
<p>Il neoliberismo, con la sopraffazione dell&#8217;etica da parte del profitto e dei bisogni generali da parte dei particolarismi e interessi sempre piÃ¹ ristretti, Ã¨ stato la dottrina economica che ha prodotto questo stato di cose.</p>
<p>Nella societÃ  sempre piÃ¹ globalizzata nella quale viviamo, innervata dai sistemi a rete &#8211; Internet in primis &#8211; i destini reciproci sono sempre piÃ¹ interdipendenti: questa Ã¨ la variabile esogena piÃ¹ evidente che ci deve indurre a ripensare i nostri modelli di sviluppo, tenendo al contempo in conto la soddisfazione dei nostri bisogni e la ricaduta globale che le nostre azioni producono.</p>
<p>Tutti i principali paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo stanno facendo enormi investimenti e piani di intervento, sui settori dell&#8217;innovazione, sul sapere, sulla ricerca e sull&#8217;energia e ambiente, per cogliere le opportunitÃ  di questo nuovo scenario di interdipendenza internazionale e mutazione del sistema produttivo.</p>
<p>L&#8217;economia italiana sembra invece non aver compreso a sufficienza questo profondo mutamento di paradigma. Mentre tutti i paesi industrializzati investono in innovazione e ricerca per aumentare la quantitÃ  di conoscenza contenuta in ciÃ² che producono, il nostro paese Ã¨ asserragliato invece su produzioni a bassa e media specializzazione tecnologica che non consentono di competere con efficacia in un mondo sempre piÃ¹ globalizzato.</p>
<p>La crisi finanziaria che stiamo attraversando Ã¨ crisi di un modello di crescita e di una impostazione economica &#8220;non sostenibile&#8221; ed ha semplicemente dato l&#8217;impulso ad un lento e continuo declino del nostro sistema economico, che rischia di protrarsi, e che va fermato, assumendo decisioni coraggiose in tempi brevi.</p>
<p>Tutto questo si accompagna alla necessitÃ  di un uso piÃ¹ attento delle limitate risorse del Pianeta: il clima sta cambiando sotto i nostri occhi, rischiando di compromettere in maniera irreversibile le nostre condizioni di vita sul pianeta.</p>
<p>Per questo, negli ultimi due anni, il tema del Cambiamento Climatico, da vincolo &#8211; costo per le economie e le societÃ  Ã¨ diventato opportunitÃ  economica &#8211; culturale &#8211; politica, al punto che oggi dagli Stati Uniti alla Francia, passando per la Cina, si parla della necessitÃ  di una <strong>Green Economy and Society.</strong></p>
<p>In questo nuovo contesto, l&#8217;obiettivo strategico di un Paese come l&#8217;Italia Ã¨ quello di investire in innovazione e conoscenza, modernizzare l&#8217;apparato produttivo e contribuire all&#8217;affermazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.</p>
<p>Un modello che premia i processi di produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi ad impatto zero, ovvero tali che qualunque costo ambientale derivante dalla pressione esercitata dalle attivitÃ  umane sull&#8217;ecosistema Terra sia controbilanciato da un&#8217;azione uguale e contraria, evitando di contrarre &#8220;debiti ambientali&#8221; che ricadranno, inevitabilmente, sulle future generazioni.</p>
<p><strong>Per arrivare ad una Green Economy and Society, occorre innanzitutto innescare un processo virtuoso che, sfruttando anche le leggi del mercato, determini l&#8217;emersione e l&#8217;affermazione di questo nuovo modello economico e culturale</strong>.<span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p>La vera sfida consiste, infatti, nel diffondere nella societÃ  civile una consapevolezza ambientale che si traduca in tecnologie, comportamenti e buone pratiche quotidiane che, nel loro insieme, possiamo definire <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong>. Queste azioni vanno dagli accorgimenti per la riduzione dei consumi di energia ad interventi piÃ¹ strutturati di efficienza energetica degli edifici, installazione di impianti di generazione da fonti rinnovabili, progetti di energy management, trasporto sostenibile, produzione sostenibile etc.</p>
<p>Mentre le soluzioni sono ormai note e la tecnologia Ã¨ in molti casi giÃ  disponibile, per diffondere il <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong> ed accelerare la transizione verso una <strong>Green Economy and Society</strong> i fattori critici di successo sono:</p>
<p>1.<strong> Lo sfruttamento dell&#8217;attuale crisi energetica</strong>, divenuta, a tutti gli effetti, strutturale, quale opportunitï¿½ offerta dal mercato per sensibilizzare tutti, cittadini e imprenditori, sui risparmi immediati che nascono da comportamenti eco-compatibili;</p>
<p>2.<strong> L&#8217;adozione di Internet come paradigma di processo bottom-up</strong>, autenticamente democratico e direttamente partecipativo. Il Web Ã¨ esploso grazie alla sua configurazione di rete <em>peer-to-peer</em> in cui tutti collaborano alla creazione e diffusione dei contenuti: lo stesso modello va adottato per creare e condividere conoscenza sul tema del <strong>Clean Behaviour</strong>. E&#8217; importante notare, infatti, che la &#8220;rete intelligente&#8221; sarÃ  anche il modello di generazione e distribuzione dell&#8217;energia del futuro, in cui ciascun utente &#8211; nodo della rete sarÃ  potenzialmente produttore e consumatore di energia, esattamente come nel Web 2.0 il navigatore ha oggi un ruolo di creatore e fruitore di contenuti in Internet.</p>
<p>3.<strong> La creazione, a livello internazionale, delle condizioni di consolidamento di una massa critica di &#8220;politiche&#8221; che possa scatenare un processo irreversibile.</strong> CiÃ² puÃ² avvenire incentivando gli investimenti in iniziative &#8220;verdi&#8221; attraverso strumenti normativi (definizione di standards a livello europeo &#8211; internazionale) ed economici (sgravi fiscali, finanziamenti agevolati di livello sovra-nazionale), che accompagnino lo sviluppo ed il consolidamento di un mercato delle emissioni e di un carbon finance globali.</p>
<p>Nella definizione di <strong>Green Economy and Society</strong> si racchiude quindi un po&#8217; tutto:</p>
<p>- una <strong>Nuova SocietÃ </strong>, basata sulla sostenibilitÃ  dello sviluppo economico e dei consumi, ovvero sul Clean Behaviour<br />
- una <strong>Nuova Economia</strong>, incentrata sulla sostenibilitÃ  e sull&#8217;etica dei comportamenti, una Green Economy appunto.</p>
<p>E&#8217; da lÃ¬ che bisogna partire per capire la portata di questo cambiamento: che non Ã¨ quindi solo cambiamento di un paradigma economico-industriale (il passaggio da uno sviluppo basato su combustibili fossili ad uno basato su energie rinnovabili) ma anche e soprattutto una innovazione culturale e sociale, in cui l&#8217;uomo torna al centro della scena, con la sua carica di umanitÃ , di socialitÃ  partecipata all&#8217;ambiente in cui vive.</p>
<p>E&#8217; per questo che tale tema dovrÃ  risultare come la sfida piÃ¹ rilevante del Partito Democratico: un Partito che deve e puÃ² guidare l&#8217;Italia, in un momento unico ed irripetibile, a rivedere il proprio modello di sviluppo culturale ed economico, mettendo al centro il tema della sostenibilitÃ  ambientale.</p>
<p>Questo noi chiediamo a Pierluigi Bersani, &#8220;nostro&#8221; candidato alla Segretaria al congresso di Ottobre, sicuri che, con l&#8217;esperienza e il pragmatismo dimostrati da Ministro dello Sviluppo Economico, potrÃ  affrontare una sfida cosÃ¬ complessa e nuova.</p>
<p>9 Settembre 2009 &#8211; <strong>Rete dell&#8217;Innovazione</strong> e <strong>Innovatori Europei</strong></p>
<p><strong>Paolino Madotto</strong><br />
<strong>Massimo Preziuso</strong><br />
<strong>Alberto Zigoni</strong><br />
<strong>Stefano Casati</strong><br />
<strong>David Ragazzoni</strong><br />
<strong>Alessia Centioni</strong><br />
<strong>Francesco Augurusa</strong><br />
<strong>Antonella Giulia Pizzaleo</strong><br />
<strong>Alessandra Maggiani</strong><br />
<strong>Mattia Siciliano</strong><br />
<strong>Valerio Pieroni</strong><br />
<strong>Franco Scravaglieri</strong><br />
<strong>Alessandra De Santis</strong><br />
<strong>Federico Mercuri</strong></p>
<p>Per adesioni e/o informazioni: <a href="mailto:infoinnovatorieuropei@gmail.com">infoinnovatorieuropei@gmail.com</a> oppure <a href="mailto:info@larete-innovazione.it">info@larete-innovazione.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.larete-innovazione.it/innovazione/il-partito-democratico-e-l%e2%80%99innovazione-nella-green-economy-and-society/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO &#8211; L&#8217;innovazione CONTRO la crisi</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/eventi/emergenza-lavoro-emrgenza-futuro-linnovazione-contro-la-crisi/</link>
		<comments>http://www.larete-innovazione.it/eventi/emergenza-lavoro-emrgenza-futuro-linnovazione-contro-la-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primopiano]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani Segretario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.larete-innovazione.it/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli cheil futuro delle nostre economie si gioca sulla capacitÃ  di competere in questi settori. Ricerca, UniversitÃ , Innovazione Tecnologica, CreativitÃ  sono i pilastri sui quali rifondare una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilitÃ  di aumentare la competitivitÃ  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli cheil futuro delle nostre economie si gioca sulla capacitÃ  di competere in questi settori. <strong>Ricerca, UniversitÃ , Innovazione Tecnologica, CreativitÃ  sono i pilastri sui quali rifondare una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilitÃ  di aumentare la competitivitÃ  del sistema Paese e di finanziare un sistema di welfare che consenta una qualitÃ  della vita migliore per tutti i cittadini. </strong><br />
L&#8217;Italia Ã¨ indietro proprio sul fronte delle policy relative ai nuovi modelli di sviluppo sociali ed economici ed Ã¨ un Paese fermo alla produzione di beni e servizi di bassa e media specializzazione tecnica, che competono piÃ¹ sul prezzo o sul design che sulla quantitÃ  di conoscenza e innovazione presenti.</p>
<p>In Italia il settore dell&#8217;Innovazione (Sapere, Ricerca, Innovazione, CreativitÃ ) sta subendo pesanti tagli di investimenti e finanziamenti pubblici mentre il settore privato spesso non Ã¨ stimolato a coglierne le opportunitÃ . Un Paese come il nostro che giÃ  fa molta fatica ad utilizzare l&#8217;innovazione non Ã¨ incentivato a farlo per le politiche insufficienti che sono messe in atto finora dal governo.</p>
<p>Eppure, la &#8220;fuga&#8221; delle nuove generazioni maggiormente istruite nelle universitÃ  italiane e l&#8217;affermazione che esse riescono ad ottenere all&#8217;estero Ã¨ uno dei principali indicatori sul capitale umano che ogni anno sprechiamo. Enormi risorse in termini di intelligenza (e dunque anche economiche nell&#8217; economia della conoscenza) perdute a causa di un sistema sempre piÃ¹ chiuso e provinciale.<br />
Eppure esistono eccellenze italiane che si distinguono a livello internazionale per la loro capacitÃ  di creare prodotti nuovi, distinguendosi nel software, nelle nuove tecnologie, nelle scienze della vita ed affermandosi anche a livello internazionale.</p>
<p>Il settore dell&#8217;Innovazione oggi Ã¨ in enorme sofferenza, molte delle multinazionali che negli anni scorsi hanno aperto centri di ricerca e produzione in Italia stanno chiudendo, altre aziende hanno avviato pesanti programmi di ridimensionamento. A farne le spese sono i giovani che non trovano adeguati sbocchi di lavoro, sempre piÃ¹ chiusi nel precariato e coloro che, pur con anni di esperienza e professionalitÃ , escono sempre piÃ¹ spesso da mercato del lavoro, senza possibilitÃ  di ricollocarsi.</p>
<p><strong>E&#8217; urgente una grande azione di programmatica e di investimenti sull&#8217;innovazione e il sapere che finanzi interventi immediati attraverso la domanda pubblica e incentivi sulla quella privata. Un grande piano che sostenga la ricerca e la formazione, anche quella permanente, per sostenere il futuro dell&#8217;Italia.e delle nuove generazioni. E&#8217; urgente che dalle parole di sostegno generiche si passi a fatti concreti per far crescere la nostra competitivitÃ  e consolidare il diritto al lavoro.<br />
</strong></p>
<p>Con questa iniziativa<strong> la Rete del&#8217;Innovazione, </strong>che sostiene al congresso del PD<strong> Pierluigi Bersani, </strong>vuole mettere in evidenza questa emergenza<strong> e stimolare il PD in primis </strong>e tutte le forze politiche ad impegnarsi, <strong>convinti come siamo che questo Ã¨ il FUTURO DELL&#8217;ITALIA.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.larete-innovazione.it/eventi/emergenza-lavoro-emrgenza-futuro-linnovazione-contro-la-crisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Salutiamo Paolo Zocchi</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/innovazione/salutiamo-paolo-zocchi/</link>
		<comments>http://www.larete-innovazione.it/innovazione/salutiamo-paolo-zocchi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 13:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Saluti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.larete-innovazione.it/?p=51</guid>
		<description><![CDATA[Con il suo lavoro, la sua passione, la sua capacità e la sua tenacia ha contribuito a far nascere il confronto sull&#8217;Innovazione nel Paese. Il suo contributo nella Margherita prima e nel PD poi ha permesso lo sviluppo di un dibattito profondo e il coinvolgimento di molte persone intorno al centro-sinistra. Il suo impegno è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/06/zocchi.jpg" alt="Paolo Zocchi" title="Paolo Zocchi" width="250" height="188" class="alignleft size-full wp-image-136" />Con il suo lavoro, la sua passione, la sua capacità e la sua tenacia ha contribuito a far nascere il confronto sull&#8217;Innovazione nel Paese. Il suo contributo nella Margherita prima e nel PD poi ha permesso lo sviluppo di un dibattito profondo e il coinvolgimento di molte persone intorno al centro-sinistra. Il suo impegno è un esempio per le molte persone con cui ha discusso e dibattuto ma sopratutto costruito un terreno di confronto umano che ha permesso l&#8217;instaurarsi di una relazione franca, seria e profonda.<span id="more-51"></span>L&#8217;osservatorio ICT della Margherita, che ha fondato, è stato un luogo di confronto per molte anime del centro-sinistra, un luogo di lavoro aperto e che ha visto il coinvolgimento di vasti settori del mondo ICT e di persone anche non obbligatoriamente del suo partito. L&#8217;osservatorio ha contribuito in modo decisivo a far nascere in Italia la consapevolezza che il settore ICT fosse nevralgico per lo sviluppo del Paese. Da quella esperienza sono usciti contributi importanti.<br />
Anche chi non era d&#8217;accordo con Paolo politicamente riconosceva e riconosce la sua umanità e la sua energia coinvolgente.<br />
Con Paolo abbiamo fatto molta strada insieme e le differenze sono state sempre una ricchezza. Potevamo essere in disaccordo su alcune cose ma la vicinanza umana, la sua disponibilità e la sua capacità ci ha coinvolto spesso e volentieri. Non avremmo mai voluto salutarlo così e ora simo molto tristi per non poter tornare a lavorare insieme.<br />
Questo prezioso contributo merita un riconoscimento da parte del PD intitolando a lui un&#8217;aula riunioni presso la sede nazionale del PD dove per anni l&#8217;osservatorio ICT si è riunito.<br />
Ciao Paolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.larete-innovazione.it/innovazione/salutiamo-paolo-zocchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Firma per sospendere il ponte e avviare l&#8217;innovazione&#8230;</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/politica/il-ponte-in-sintesi-da-report/</link>
		<comments>http://www.larete-innovazione.it/politica/il-ponte-in-sintesi-da-report/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 21:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte sullo stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Sospendere; Firma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.larete-innovazione.it/?p=43</guid>
		<description><![CDATA[Una Raccolta di video informativi e divertenti sul Ponte sullo Stretto&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object id="flaMovie" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="180" height="150" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="quality" value="medium" /><param name="bgcolor" value="#99CC33" /><param name="FlashVars" value="host=www.firmiamo.it&amp;url=sospendiamopontesullostretto" /><param name="src" value="http://www.firmiamo.it/flash/180150black.swf" /><param name="flashvars" value="host=www.firmiamo.it&amp;url=sospendiamopontesullostretto" /><embed id="flaMovie" type="application/x-shockwave-flash" width="180" height="150" src="http://www.firmiamo.it/flash/180150black.swf" flashvars="host=www.firmiamo.it&amp;url=sospendiamopontesullostretto" bgcolor="#99CC33" quality="medium"></embed></object></p>
<p>Una Raccolta di video informativi e divertenti sul Ponte sullo Stretto&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XSJECnMO2LI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XSJECnMO2LI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jFmJYl3Du2Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/jFmJYl3Du2Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AjgCsIaDAvU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/AjgCsIaDAvU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LHGr99vZuaI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/LHGr99vZuaI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dwNj6BEKPlk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/dwNj6BEKPlk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dgV0CZ11xW8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/dgV0CZ11xW8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PASkxO0QTfE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/PASkxO0QTfE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/M_X59tn5O5s&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/M_X59tn5O5s&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j3ycjEvnLK4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/j3ycjEvnLK4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/stnXg9yCFaY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/stnXg9yCFaY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.larete-innovazione.it/politica/il-ponte-in-sintesi-da-report/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Firma la Petizione Popolare per un piano sull&#8217;innovazione decennale finanziato con la Sospensione del ponte sullo stretto di Messina</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/politica/36/</link>
		<comments>http://www.larete-innovazione.it/politica/36/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 08:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte sullo stretto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.larete-innovazione.it/?p=36</guid>
		<description><![CDATA[Sign for Sospendiamo il Ponte sullo Stretto di Messina per il Rinnovamento del Paese Oggi prende il via la raccolta delle firme della petizione per la sospensione del ponte sullo stretto di Messina. Una petizione che definiamo Provocazione Popolare per spingere il governo a prendere in considerazione la necessità di investire nell&#8217;innovazione, nel sapere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.firmiamo.it/flash/46860black.swf" width="468" height="60" id="flaMovie"><param name="movie" value="http://www.firmiamo.it/flash/46860black.swf" /><param name="quality" value="medium" /><param name="bgcolor" value="#99CC33" /><param name="FlashVars"value="host=www.firmiamo.it&#038;url=sospendiamopontesullostretto" /><p><a href="http://www.firmiamo.it/sospendiamopontesullostretto">Sign for Sospendiamo il Ponte sullo Stretto di Messina per il Rinnovamento del Paese</a></p>
<p> </object><br />
Oggi prende il via la raccolta delle firme della petizione per la sospensione del ponte sullo stretto di Messina. Una petizione che definiamo Provocazione Popolare per spingere il governo a prendere in considerazione la necessità di investire nell&#8217;innovazione, nel sapere e nella ricerca come priorità per dare fiato al sistema industriale e spingere sulla competitività del nostro Paese.</p>
<p>Da questa crisi non si uscirà con un sistema industriale tutto costruito intorno a prodotti di basso costo da esportare ma dovrà fare i conti con l&#8217;esigenza di trasformarsi in un sistema in grado di produrre innovazioni ed essere competitivo nell&#8217;economia della conoscenza.  I prodotti che si imporranno nei mercati saranni quelli che avranno un livello sempre più alto di conoscenza e innovazione incorporato e questa deve diventare la prima priorità del nostro Paese. Investire in ricerca, formazione e innovazione sono l&#8217;unica ancora di salvezza per far ripartire l&#8217;economia e diffondere benessere diffuso.</p>
<p><strong>Proponiamo di spendere i 10 miliardi di € (le opere di questo tipo, in Italia, costano di solito il doppio di quanto preventivato) in un grande piano per l&#8217;innovazione per dieci anni.</strong></p>
<p>Firmate, diffondete e fate firmare</p>
<p><a href="http://www.firmiamo.it/sospendiamopontesullostretto">http://www.firmiamo.it/sospendiamopontesullostretto</a></p>
<p><strong>La petizione è aperta ad altre associazioni, sindacati, partiti, circoli che vogliano co-promuoverla, diffonderla o fare iniziative pubbliche, per informazioni scrivere a info@larete-innovazione.it</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>AL Presidente del Consiglio<br />
Al Presidente della Repubblica<br />
Al Parlamento Italiano</strong></p>
<p>La situazione di crisi internazionale e il piano di rientro dal debito pubblico si aggiungono al deficit del sistema produttivo italiano. Un deficit motivato dalla scarsa capacità di creare prodotti innovativi con un alto contenuto di conoscenza. Mentre la manifattura di prodotti tradizionali si scontra con una crisi epocale e con la pressione dei bassi costi di produzione, non si è adeguatamente investito nella direzione degli obiettivi di Lisbona lasciando il sistema produttivo senza la capacità di reagire. Il nostro paese ha visto un progressivo ridimensionamento della spesa in formazione, ricerca e innovazione mentre gli altri paesi industrializzati stanno aumentando il loro vantaggio e investimento proprio su questi settori strategici.</p>
<p>Tutti i principali studi internazionali indicano che siamo entrati nella società della conoscenza, nella quale è il livello di sapere ed innovazione che determinano il benessere sociale. La competizione internazionale impone che anche il nostro paese si dia una politica industriale di lungo termine per trasformare la nostra economia e favorire lo sviluppo economico. <strong>Chiediamo che vi sia un impegno straordinario su questo settore.</strong></p>
<p>I sottoscrittori della presente petizione ritengono che siano necessarie delle risorse straordinarie da investire in innovazione con un piano decennale di 1 miliardo di euro annui, concentrato su formazione, ricerca e innovazione.</p>
<p>Un piano che abbia come obiettivo lo sviluppo di tecnologie innovative, servizi e prodotti ad alto contenuto di conoscenza e un diffuso aumento della qualità e della quantità di cittadini con una formazione universitaria di eccellenza.</p>
<p>Al fine di raggiungere questi obiettivi chiediamo che venga sospeso l’investimento sul ponte di Messina e vengano impiegate le risorse ad esso dedicate a sostegno di un piano decennale sull’innovazione.</p>
<p>Sospendere il ponte sullo stretto lo riteniamo particolarmente utile al fine di:</p>
<p><strong>a)</strong> risparmiare denaro visto che le opere pubbliche italiane mediamente costano circa il doppio di quanto preventivato in fase iniziale (10 Miliardi di Euro) e spesso sono oggetto privilegiato di corruzione (come emerso in sede di Corte dei Conti più volte);<br />
<strong>b)</strong> Fermarsi di fronte ad un’opera che presenta numerosi dubbi di fattibilità tecnica e che verrebbe costruita in un’area altamente sismica;<br />
<strong>c)</strong> Sospendere la costruzione di una infrastruttura che sarebbe nei fatti isolata visto che la Salerno-Reggio Calabria a causa del semplice mal tempo è spesso interrotta (come dimostrano le cronache di questi giorni)<br />
<strong>d)</strong> Recuperare preziose risorse da investire in “infrastrutture della conoscenza”</p>
<p>Investimento in conoscenza significa promuovere giovani laureati e diplomati con un forte effetto sul fronte della domanda di consumi creando un traino alla crescita del PIL. Lo stesso investimento in opere pubbliche spesso si trasforma in personale poco qualificato e, come spesso avviene, disperso nei meandri delle aziende subappaltatrici dai bassi salari con scarso effetto anticrisi.</p>
<p>Riteniamo che un piano sull’innovazione di durata decennale sia fondamentale al fine di:</p>
<p><strong>a)</strong> Promuovere un investimento di 1 miliardo di Euro l’anno in formazione, ricerca e innovazione affinché l’Italia diventi davvero il centro di eccellenza del mediterraneo nel settore innovazione;<br />
<strong>b)</strong> Avvicinare il nostro paese agli obiettivi di Lisbona;<br />
<strong>c)</strong> Favorire la nascita di un industria dell’innovazione tale da far recuperare competitività nel campo della tecnologia e della ricerca a livello internazionale;<br />
<strong>d)</strong> Sviluppare prodotti e servizi innovativi esportabili;<br />
<strong>e)</strong> Investire le risorse in ricerca e sviluppo nel settore delle biotecnologie, nanotecnologie, robotica, spazio, comunicazioni wireless, risparmio energetico e nuove fonti rinnovabili, ICT;<br />
<strong>f)</strong> Sostegno ad imprese italiane attraverso la domanda di beni e servizi.</p>
<p>Riteniamo che 100 milioni di euro l’anno (il 10% dell’ammontare annuo) debbano essere investiti nella ricerca su grandi navi veloci ed ecologiche rafforzando la leadership che il nostro paese ha in questo settore, favorendo il collegamento economico e veloce delle isole, promuovendo la costruzione di autostrade del mare per le merci e promuovendo lo sviluppo del settore cantieristico navale e la sua diffusione nel mondo grazie all’innovazione che verrebbero a determinarsi da questo investimento.</p>
<p>Infine riteniamo che questo piano debba essere complementare ad un sostegno delle infrastrutture in banda larga, energie rinnovabili, ecc. E’ necessario che il piano si concentri esclusivamente su investimenti in formazione, ricerca, innovazione e talenti.</p>
<p>Primi firmatari:<br />
Paolino Madotto,  Walter Tocci, Oriano Giovanelli, Gianni Pittella, Gianni Cuperlo, Fabrizio Morri, Vinicio Peluffo, Giampiero Scanu, Alessandra De Santis, Luigi Vimercati, Athos De Luca, Andrea Ranieri</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.larete-innovazione.it/politica/36/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un manifesto per l&#8217;innovazione</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/eventi/un-manifesto-per-linnovazione/</link>
		<comments>http://www.larete-innovazione.it/eventi/un-manifesto-per-linnovazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 22:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primopiano]]></category>
		<category><![CDATA[Evento]]></category>
		<category><![CDATA[Manifesto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.larete-innovazione.it/?p=12</guid>
		<description><![CDATA[L’Italia da troppi anni sta danzando sull’orlo del precipizio. Il suo sistema produttivo e sociale su troppi versanti appare in ritardo, nonostante subisca pressioni sempre più forti per cambiare, soprattutto nel confronto con la dimensione internazionale. Gli strumenti che abbiamo a disposizione dalle tecnologie hanno sconvolto non solo la nostra vita quotidiana ma anche la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia da troppi anni sta danzando sull’orlo del precipizio.</p>
<p>Il suo sistema produttivo e sociale su troppi versanti appare in ritardo, nonostante subisca pressioni sempre più forti per cambiare, soprattutto nel confronto con la dimensione internazionale.</p>
<p>Gli strumenti che abbiamo a disposizione dalle tecnologie hanno sconvolto non solo la nostra vita quotidiana ma anche la nostra percezione delle distanze, del tempo di lavoro, della vita lavorativa. Come l’invenzione della ruota ha “imposto” la nascita del commercio, così la nascita della Rete ha “imposto” la nascita dell’economia della conoscenza:  l’economia di Rete.</p>
<p>Per entrare nell’economia della conoscenza è tuttavia necessario un cambio di paradigma. Non bastano aggiustamenti congiunturali, soluzioni parziali o interventi straordinari. Occorre intervenire progressivamente su tutto il sistema.<br />
Cambiare paradigma è possibile se tutta la società è coinvolta in prima persona.</p>
<p>Ancora oggi si producono, troppo spesso, servizi e beni innovativi con le categorie del vecchio fordismo. Se vediamo le imprese italiane, notiamo che la logica ancora dominante è quella fondata sul basso costo del lavoro, sulle condizioni di precarietà dei lavoratori, sulla bassa qualità, sull’assenza di investimento nelle persone, su una gestione del personale più vicina al “padrone delle ferriere” che al sogno del “Campus delle idee” californiano.</p>
<p>Se poi volgiamo l’attenzione alla capacità dell’Italia di competere a livello internazionale, ci accorgiamo che la nostra economia è fondata principalmente su prodotti tradizionali  i quali difficilmente divengono prodotti di eccellenza, unici, in grado di uscire fuori dalla logica concorrenziale del “basso costo, elevata qualità.</p>
<p>La nuova stagione di riforme parte necessariamente da una “innovazione culturale”, che stimoli la capacità di accogliere il nuovo, in grado di vincere le paure e aprirsi alle diversità, dove venga premiato il “rischio dell’esploratore”, l’innovazione tecnologica, di processo e la curiosità, in grado di cogliere il meglio della tradizione e fare tesoro della propria storia. Una innovazione culturale che sappia valorizzare, accanto alle migliori tradizioni storiche, ai mestieri, al turismo, la propensione all’innovazione tecnologica e alla scoperta scientifica, l’imprenditorialità e l’ingegno professionale che hanno contribuito a fare grande questo Paese. E’ necessaria una innovazione culturale che superi la tradizionale dicotomia tipica di questi ultimi anni tra scoperte scientifiche e tecnologia da una parte e la tradizione umanistica dall’altra.</p>
<p>Innovazione culturale anche nell’approccio alla questione ambientale la cui gravità è sotto l’occhio di tutti. L’economia della conoscenza supera la tradizionale dicotomia tra lavoro fordista e inquinamento ambientale creando le condizioni, con l’aiuto della tecnologia, di poter fermare lo scempio del nostro pianeta sostenendo lo sviluppo sociale ed economico. In questo senso proprio gli investimenti in conoscenza aprono enormi possibilità di crescita sociale ed economica in una modalità compatibile e sostenibile con le risorse del nostro pianeta. Il fulcro dell’economia si sposta dalle risorse quantitative a quelle qualitative e il contributo di conoscenza nei prodotti e nei servizi, quando è governato dagli interessi generali, offre l’opportunità di uno sviluppo proiettato sul futuro e non nell’immediato presente..</p>
<p>Per fare questo è anche necessario che si promuovano politiche culturali coerenti con la necessità di spingere una società, che oggi guarda prevalentemente al suo passato ad investire sul proprio futuro Serve creare un ambiente fertile alla produzione di conoscenza moderna ed innovativa, ripensando l’idea stessa di politiche culturali che non è più sufficiente limitare all’insieme di attività e servizi offerti al tempo libero dei cittadini. Più che di politiche culturali c’è bisogno di politiche per la cultura e la creatività, che investano sulla società, sulle persone e le organizzazioni, ne liberino le energie, impegnino le istituzioni nel difficile compito di integrare sistemi, mettendo in relazione attività, individui e organizzazioni per facilitare i processi di innovazione.</p>
<p>Proprio per questo motivo la nascita della Rete o di strumenti che utilizzano tale piattaforma, ha imposto una sfida sul luogo di lavoro, che sempre più difficilmente rimane fisso e sempre più mobile.</p>
<p>Una forza lavoro articolata, “una classe creativa”, composta da coloro che impiegano l’intelligenza e la conoscenza per risolvere problemi complessi e che acquisisca il senso della propria funzione sociale e sviluppi la relativa capacità di leadership e negoziazione.</p>
<p>Ma un cambiamento nei contenuti e nell’organizzazione del lavoro è richiesto a tutti, perché in tutti i settori e a tutti i livelli il benessere sarà sempre più legato alla conoscenza che si impiega per ottenerlo.</p>
<p>Per questo occorre costruire una forza lavoro che sia forte grazie alla propria qualità, che sia tutelata da un nuovo ed articolato sistema di diritti e che non abbia paura della flessibilità ( che per noi non è sinonimo di precarietà ) riconoscendola come una ulteriore opportunità di conoscere ed ampliare le proprie competenze. Occorre costruire la consapevolezza nella società che la flessibilità non è il sinonimo di precarietà e che la crescita passa per il giusto compenso del lavoro. E’ necessario che sia valorizzata l’esperienza dei lavoratori che spesso in questi anni sono messi fuori anticipatamente dal ciclo produttivo per essere rimpiazzati da giovani “meno costosi” con il risultato di depauperare un patrimonio di conoscenze ed esperienze.</p>
<p>E’ necessario ripensare anche il ruolo del top management, troppo spesso spinto solo da logiche a breve termine senza la capacità di costruire strategie e visioni in grado di guidare le imprese e le amministrazioni. Top management sempre più spesso selezionato in base ad appartenenze e non a capacità, che non paga per i propri errori quando li commette.</p>
<p>Un ruolo fondamentale lo ricopre il merito, come strumento di promozione sociale ed uguaglianza di opportunità. Il merito inteso come opportunità di promozione e non di selezione sociale. Parliamo di merito e non di meritocrazia perché quest’ultima per noi significa misurare talenti e persone diverse tagliando le diversità e le eccezioni,  mentre la società della conoscenza vuole che proprio le diversità e i talenti fuori dal comune siano i pilastri da dove partire.</p>
<p>Oggi, la società ha bisogno di persone profondamente etiche, che abbiamo passione vera per quello che fanno e che abbiano la competenza, la volontà e la capacità di misurarsi con nuove sfide; persone creative e geniali che la meritocrazia rischia di eliminarle. Il merito si esplica con la coltivazione dei migliori talenti (costruendo le condizioni uguali di partenza) e delle persone serie che sanno impegnarsi di più e con migliori risultati a cui debbano essere proposti spazi idonei per  misurarsi con le sfide.</p>
<p>L’ICT è uno dei motori principali di questo grande mutamento già in atto, svolgendo la stessa funzione che ha avuto l’energia nell’economia fordista.</p>
<p>E’ necessaria dunque, una grande attenzione su questo settore poiché è la cartina di tornasole sul cambiamento sociale. L’Italia ha enormi potenzialità in questo senso, esportiamo cervelli in tutto il mondo (non dimentichiamoci che l’inventore del microprocessore è italiano).</p>
<p>Il settore ICT deve prendere atto della necessità di competere sui mercati internazionali. Deve tornare a premiare la qualità delle risorse e delle competenze, investire in soluzioni innovative sviluppando la capacità di integrare e, sulla base di questo, proporre anche all’estero ciò che di meglio ha realizzato anche avviando collaborazioni con partner internazionali<br />
E’ necessaria imprimere una forte accelerazione, attraverso gli strumenti del governo locale e regionale, fondata su una forte integrazione delle politiche di ciascun territorio, nel contesto di una guida nazionale dello sviluppo che pone al centro la produzione e riproduzione di conoscenza.</p>
<p>Governare una società del genere richiede consensi decisamente maggiori rispetto al passato; richiede una comunicazione continua, ampia e densa di significato; richiede leadership politiche capaci di interpretare la realtà, di controllare costantemente gli effetti delle decisioni prese e di costruire legami, rapporti di cooperazione e forme di partenariato; richiede nuove forme di rappresentanza, più solide e più concrete nei contenuti.</p>
<p>Ma soprattutto, una democrazia che intenda investire sul proprio futuro ha bisogno di motivare a facilitare la partecipazione attiva dei cittadini alla formazione delle decisioni politiche e di governo.</p>
<p>Occorrerà farlo guardando all’Europa e ai territori. All’Europa, perché solo a quel livello è possibile affrontare le grandi scelte necessarie a colmare il ritardo sulle frontiere più avanzate della ricerca e dello sviluppo tecnologico; ai territori, perché la diversità e la ricchezza culturale del nostro Paese sono la marcia in più a nostra disposizione per affrontare le sfide dell’ economia e della società della conoscenza.<br />
Per farcela occorre allargare i recinti, non restringerli. Semplificare la politica, non complicarla. Alleggerire i vincoli identitari, perché le persone possano trovare nuovi spazi di protagonismo, a partire dalla loro esperienza di lavoro e di vita.</p>
<p>Questo documento è un primo contributo alla costruzione di un soggetto che sappia imboccare questa strada.</p>
<p>Sarà importante non solo che sia sottoscritto dai tanti che lo condividono – iscritti o non iscritti ai partiti – ma soprattutto, è necessario che sappia suscitare critiche, miglioramenti, proposte.</p>
<p>Che sia stimolo, anche critico se serve, per il Partito Democratico e le forze riformiste, orientandone le priorità programmatiche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.larete-innovazione.it/eventi/un-manifesto-per-linnovazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iniziativa politica</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/politica/iniziativa-politica/</link>
		<comments>http://www.larete-innovazione.it/politica/iniziativa-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 22:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.larete-innovazione.it/?p=14</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;INNOVAZIONE: pensare, dire, fare&#8221; …è tempo di cambiamento… …è tempo di innovazione… &#8220;Sapere, tecnologia, ricerca sono le leve per rispondere alla crisi. C&#8217;è bisogno di un nuovo approccio ai vecchi problemi mentre una parte della società è attacata a vecchi schemi.&#8221; “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”-A.Einstein Lunedì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>&#8220;INNOVAZIONE: pensare, dire, fare&#8221;</strong></h1>
<p style="text-align: center;">
…è tempo di cambiamento…<br />
…è tempo di innovazione…</p>
<p>&#8220;Sapere, tecnologia, ricerca sono le leve per rispondere alla crisi.<br />
C&#8217;è bisogno di un nuovo approccio ai vecchi problemi mentre una parte della società è attacata a vecchi schemi.&#8221;</p>
<p>“Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”-A.Einstein</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Lunedì 26 Gennaio ore 17.00</strong></h2>
<h2 style="text-align: center;"><strong>sala del Cenacolo della Camera dei Deputati (vicolo Valdina 3/a)</strong></h2>
<p style="text-align: center;">
La partecipazione alla Conferenza è libera e gratuita, ma dal momento che i posti in sala sono limitati si raccomanda la registrazione tramite posta elettronica al seguente indirizzo: eventi@larete-innovazione.it<br />
per aderire alla Rete dell&#8217;innovazione inviare una mail a info@larete-innovazione.it con nome, cognome,  mail e telefono</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.larete-innovazione.it/politica/iniziativa-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

