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	<title>La Rete dell&#039;Innovazione</title>
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		<title>INNOVAZIONE per l&#8217;ITALIA uguale CRESCITA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[è tempo di riprendere il lavoro sull&#8217;innovazione, di impegnarci con tutte le forze per cambiare il Paese. L&#8217;innovazione è l&#8217;asse intorno al quale investono le principali economie del mondo mentre in Italia da troppi anni è abbandonata a se stessa. E&#8217; tempo di costruire proposte concrete da realizzare con l&#8217;impegno di tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è tempo di riprendere il lavoro sull&#8217;innovazione, di impegnarci con tutte le forze per cambiare il Paese. L&#8217;innovazione è l&#8217;asse intorno al quale investono le principali economie del mondo mentre in Italia da troppi anni è abbandonata a se stessa. E&#8217; tempo di costruire proposte concrete da realizzare con l&#8217;impegno di tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2011/09/i2c.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-355" title="i2=c" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2011/09/i2c.jpg" alt="" width="540" height="720" /></a></p>
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		<title>L&#8217;OdG del giorno presentato dalla Rete dell&#8217;innovazione all&#8217;assemblea Nazionale del Pd del 4-5 Febbraio e accolto.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 16:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il seguente Ordine del Giorno è stato accolto dall&#8217;Assemblea Nazionale del PD del 4-5 Febbraio 2011 ed è stato inviato alle diverse commissioni di lavoro affinché venga integrato nei loro documenti in considerazione del fatto che l&#8217;innovazione è un tema trasversale. &#8212;- La situazione del Paese impone a tutti di misurarsi con la necessità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il seguente Ordine del Giorno è stato accolto dall&#8217;Assemblea Nazionale del PD del 4-5 Febbraio 2011 ed è stato inviato alle diverse commissioni di lavoro affinché venga integrato nei loro documenti in considerazione del fatto che l&#8217;innovazione è un tema trasversale.</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>La situazione del Paese impone a tutti di misurarsi con la necessità di dover uscire dalla crisi economica e rilanciare con urgenza lo sviluppo. Le misure sinora adottate di risparmio e riduzione della spesa non si sono dimostrate sufficienti. Non si può eludere l’imperativo di dover riprendere a crescere in modo sostenuto per garantire un futuro a tutti i cittadini.</p>
<p>La ricetta di questo ultimo quindicennio non ha prodotto gli effetti sperati anzi il paese continua a peggiorare nelle statistiche e nelle condizioni reali della popolazione. Ormai anche il made in italy non è più sufficiente a trainare l’economia. L’enorme concorrenza sui prezzi che i paesi in via di sviluppo fanno al nostro e l’incapacità dell’Europa di dotarsi di una strategia adeguata per superare lo stallo, stanno diventando una tenaglia entro la quale vengono schiacciati i diritti dei lavoratori, il welfare, la stessa giustizia sociale.</p>
<p>Esiste una emergenza crescita alla quale non si può rispondere con i soliti strumenti.</p>
<p>E’ ormai noto come l’investimento in innovazione tecnologica consente di avere il miglior rapporto tra soldi spesi e crescita economica. I dati indicano che per ogni euro investito in innovazione si producono 4 euro di crescita economica.</p>
<p>Ma la tecnologia non produce crescita da sola. L’innovazione tecnologica fine a se stessa produce solo ulteriori costi. La banda larga è sicuramente tra le principali infrastrutture per un paese moderno ma è necessario che il sistema sociale ed economico siano in grado di utilizzarle al meglio. Il Giappone da anni investe in tecnologie e ricerca di avanguardia eppure un sistema economico e sociale bloccato non consente di far diventare tutto questo una leva di benessere e crescita diffusa. Ciò</p>
<p>L’innovazione tecnologica deve accompagnarsi a una profonda innovazione culturale che trasformi in modo strutturale la nostra economia, la sua governance e l’intera struttura della società. Sta alla politica essere in grado di imprimere con forza le riforme. Stiamo assistendo alla rivoluzione che segnerà il secolo, il passaggio nella società della conoscenza, con gli occhi e gli strumenti inutili della prima rivoluzione industriale: peggioramento delle condizioni di lavoro; disinvestimento in istruzione e formazione; abbattimento del welfare; inasprimento delle diseguaglianze. Se non cambieremo urgentemente direzione, di questo atteggiamento ne pagheremo i prezzi per decine di anni.</p>
<p>Sul fronte dell’industria è necessario che l’investimento in innovazione tecnologica sia un’occasione per far diventare la nostra impresa e le nostre competenze un valore esclusivo, occasione per creare e perfezionare tecnologie da esportare all’estero. La PA dovrebbe fare quello che le FS hanno fatto con il “pendolino”. Le Ferrovie dello Stato commissionarono un treno che andasse ad una velocità sopra la media del tempo e che potesse sfruttare i binari già presenti. In pochi anni il mercato ha risposto con la realizzazione del pendolino che è stato uno dei prodotti più innovativi della meccanica italiana ed è stato esportato in tutto il mondo. La stessa cosa deve essere in grado di fare la PA nei confronti del settore “innovazione” (ICT, energia, ecc.).</p>
<p>E tuttavia guidare questo cambiamento significa rileggere i rapporti tra lavoro e impresa, disegnare una nuova democrazia economica che coinvolga e renda partecipi tutti, ridisegnare la stessa governance democratica.  Come ci insegnano anche le recenti rivolte del Maghreb internet ha cambiato strutturalmente i percorsi di partecipazione sociale e wikileaks si è rivelato un grande strumento di trasparenza democratica anche se i rischi e i pericoli degli eccessi sono sempre in agguato. I recenti fatti di cronaca, dalle rivoluzioni nate su facebook e twitter, al caso wikileaks, alla manifestazione del popolo viola o al passaparola che ha dato vita a “Rai per una notte” ci indicano che esiste una società civile viva che si organizza attraverso Internet. La politica deve imparare a stare nelle piazze virtuali come in quelle fisiche, a comunicare con lo stesso protocollo del web.</p>
<p>E’ necessario che il PD si faccia promotore di questo cambiamento nella società e nell’economia. Che si faccia soggetto di innovazione promuovendo un’azione di cambiamento radicale per la crescita.</p>
<p>Il Partito deve interloquire con i soggetti che si occupano a vario titolo di innovazione, coglierne le istanze e farsene promotore nelle istituzioni. Per questo è necessario un lavoro capillare sia localmente che a livello nazionale per aggregare intelligenze ed impegno, per aprire un lavoro di elaborazione che generi idee nuove e proposte concrete che sappiano differenziare il PD dagli altri partiti facendo riconoscere una distintiva e originale capacità elaborativa. Uno dei mali di questo quindicennio è stato sicuramente l’incapacità della politica di costruire il consenso per adagiarsi nell’inseguimento del consenso, l’incapacità di avere una elaborazione propria con il rischio di appoggiarsi ad una tecno-burocrazia che in alcuni casi si è trasformata in “cricca”.</p>
<p>Einstein diceva che “Non si può risolvere i problemi con lo stesso approccio che li ha generati” e oggi i fatti ci spronano a cambiare.</p>
<p>Come Rete dell’innovazione pensiamo che sia importante raccogliere alcune parole d’ordine da lanciare in tutte le iniziative e le azioni del PD:</p>
<p>- Open Government: Trasparenza nell’amministrazione pubblica, nel fare politica, nell’informazione. Costruire piattaforme tecnologiche che supportino la trasparenza e l’informazione ai cittadini, stimolare la loro partecipazione.</p>
<p>- Banda Larga: nei primi anni ’90 il nostro paese è stato tra i primi al mondo di dotarsi di una rete in fibra ottica. Questo vantaggio ci permette ancora oggi di essere un paese leader in questo settore. L’internet del futuro sarà sempre più wireless e gli USA stanno investendo molto in termini economici e regolatori per dedicare frequenze alla banda larga. Il nostro paese deve lanciare un piano di ricerca e sviluppo di tecnologie wireless per la banda larga, ridisegnare tutto il sistema delle frequenze (oggi costruito intorno agli interessi televisivi di mediaset) razionalizzandone l’utilizzo e liberandone quante più possibile. Costruire una rete wireless che si affianchi alla rete mobile ma utilizzi le più innovative scoperte del settore. Questo consentirebbe di utilizzare al meglio l’enorme know-how italiano in questo settore dove siamo leader internazionali e di sviluppare un’intera filiera produttiva anche da esportare.</p>
<p>- Fare della PA il traino della domanda di innovazione avviando una vera riorganizzazione della PA per creare servizi e processi innovativi e migliorarne la fruizione da parte dei cittadini. Una riorganizzazione che abbia al centro la creazione di piattaforme tecnologiche, soluzioni e know-how che possano essere poi esportati all’estero. Una riorganizzazione che non sia fatta di annunci alla Brunetta o caricando sui cittadini l’incapacità del ministro come nel caso del lancio dei certificati on-line.</p>
<p>- Dotarsi di una politica industriale incentrata sull’innovazione. Il governo deve guidare il sistema delle imprese a trasformarsi, a ridisegnare i prodotti, a spingersi nella società della conoscenza e diventarne i principali attori.</p>
<p>La crisi che stiamo vivendo è civile oltre che economica. Non riusciremo ad uscire senza un profondo cambiamento. L’innovazione è la leva principale di questo cambiamento e del futuro economico e sociale, veniamo da un decennio nel quale non cresciamo più dello zero virgola qualcosa ma abbiamo bisogno di imprimere ben altra velocità. Il PD vede nell’innovazione culturale e tecnologica, nell’ingresso nella società della conoscenza il perno della rinascita del Paese.</p>
<p>Rete dell’innovazione</p>
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		<title>Il Welfare e la società della conoscenza – e-welfare: l’infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 11:46:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il welfare state è anche una grande opportunità di pensare nuovi e più avanzati servizi utilizzando le nuove tecnologie, lanciando un grande programma di e-welfare. Opportunità per i cittadini che li utilizzano e per le imprese che li realizzano, una grande occasione di rilancio del comparto ICT e dell'innnovazione in generale. 

Lunedì 29 facciamo un primo incontro di riflessione per aprire un percorso di costruzione di una nuova proposta per il nostro Paese.

Un percorso aperto ai contributi di tutti, nessuno escluso.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2010/11/welfare-conoscenza_29novembre_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-341" title="Il welfare e la società della conoscenza" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2010/11/welfare-conoscenza_29novembre_3.jpg" alt="" width="765" height="574" /></a></p>
<p>Il nostro modello di welfare ha preso vita in una fase storica nella quale il lavoro, il vivere la società, i modelli di relazioni tra le persone avevano una natura diversa da quella attuale. Un Welfare State rigido che risponde a domande di servizi che sono emersi in epoca fordista. Oggi viviamo un&#8217;epoca nella quale tutto è più flessibile, il tempo libero a disposizone è spesso minore o distribuito in orari diversi da persona a persona. E&#8217; necessario ripensare il welfare in modo che ampli il suo confine verso nuovi servizi necessari in una società basata sulla conoscenza e sia in grado di &#8220;customizzarsi&#8221; sui bisogni dei cittadini. Come ci insegnano i paesi del nord europa e scandinavi un welfare più inclusivo è anche una opportunità per aumentare la competitività del sistema. Sentirsi più tutelati dal un sistema collettivo di garanzie spinge ad investire e rischiare di più sulle proprie idee, proprio ciò di cui l&#8217;Italia ha più bisogno.</p>
<p>Il welfare state è anche una grande opportunità di pensare nuovi e più avanzati servizi utilizzando le nuove tecnologie, lanciando un grande programma di <strong><em>e-welfare</em></strong>. Opportunità per i cittadini che li utilizzano e per le imprese che li realizzano, una grande occasione di rilancio del comparto ICT e dell&#8217;innnovazione in generale.</p>
<p>Lunedì 29 facciamo un primo incontro di riflessione per aprire un percorso di costruzione di una nuova proposta per il nostro Paese.</p>
<p><strong>Un percorso aperto ai contributi di tutti, nessuno escluso.</strong><strong><br />
</strong></p>
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		<title>La Rete dell&#8217;Innovazione a IGF 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito dell’Internet Governance Forum Italia 2010 (IGF) del prossimo 29 e 30 novembre presso la sede del CNR di Roma, La Rete dell&#8217;innovazione organizza un incontro tematico dal titolo: &#8220;e-Welfare: L&#8217;infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza&#8221; L’obiettivo dell&#8217;incontro, il cui risultato sarà presentato durante la sessione plenaria del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dell’Internet Governance Forum Italia 2010 (IGF) del prossimo 29 e 30 novembre presso la sede del CNR di Roma, La Rete dell&#8217;innovazione organizza un incontro tematico dal titolo:</p>
<p><strong><a href="http://www.igf-italia.it/igf-italia10/incontri-tematici">&#8220;e-Welfare: L&#8217;infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza&#8221;</a></strong></p>
<p>L’obiettivo dell&#8217;incontro, il cui risultato sarà presentato durante la sessione plenaria del pomeriggio del 30/11, è costituito dal tentativo di delineare e discutere nuove forme di welfare, diritti e doveri del cittadino &#8220;digitale&#8221; nel quadro delle nuove caratteristiche della società della rete e della conoscenza; Internet come canale di erogazione di nuovi servizi a cittadini e imprese che &#8220;includa&#8221; anche chi non è in grado di ricevere più direttamente i benefici derivanti dall’ampliamento delle opportunità  grazie alla rete; integrare ed uniformare le diverse modalità delle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali nell’erogazioni dei servizi.</p>
<p>All&#8217;incontro parteciperanno Walter Tocci, Oriano Giovanelli, Andrea Ranieri, Agostino Megale, Laura Pennacchi ed altri in via di definizione e si svolgerà lunedì 29 novembre alle ore 20.00 a Roma presso il Circolo PD Centro Storico &#8211; via dei Giubbonari 38.</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi</p>
<p>La Rete dell’Innovazione (Paolino Madotto, Ugo Bonelli, Alessio Cartocci)</p>
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		<title>L’innovazione e le politiche regionali, una rilfessione</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 11:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani e Lunedì si vota in molte regioni, province e comuni. E&#8217; stata una campagna elettorale presa da temi di politica e poco sui contenuti. Lo sforzo che hanno fatto alcuni candidati per parlare di cose concrete non sempre è stato premiato dai media. La parola innovazione è diventata un mantra del dibattito politico: tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani e Lunedì si vota in molte regioni, province e comuni. E&#8217; stata una campagna elettorale presa da temi di politica e poco sui contenuti. Lo sforzo che hanno fatto alcuni candidati per parlare di cose concrete non sempre è stato premiato dai media.</p>
<p>La parola innovazione è diventata un mantra del dibattito politico: tutti ne parlano ma in concreto si fa poco. Mentre il settore dell&#8217;innovazione e della ricerca soffre per la crisi, le poche politiche pubbliche a sostegno di questo settore e, in generale, dell&#8217;economia si concentrano nel difendere l&#8217;esistente, indifferenti del futuro. Basti considerare la sorte dei fondi per la banda larga, ancora una volta sacrificati, questa volta per incentivare i mobili da cucina.<span id="more-315"></span></p>
<p>Senza un&#8217;adeguata politica per l&#8217;innovazione continueremo a perdere competitività, disperdendo il patrimonio di competenze ed esperienze che pure il nostro paese possiede.</p>
<p>La risposta a questa situazione sono spesso politiche regionali frammentate e, in molti casi, in concorrenza tra loro. Le politiche locali possono essere l&#8217;asse sul quale stimolare la crescita ma 20 regioni che fanno 20 politiche diverse l&#8217;Italia non può permettersele. Un maggior coordinamento consentirebbe di concentrare le già poche risorse su operazioni di respiro più ampio. E&#8217; mortificante vedere centri di ricerca e aziende private che si spostano per l&#8217;Italia inseguendo la tassa o il finanziamento più interessante, per poi abbandonare il campo appena il vantaggio finisce. Ricorda molto il deserto prodotto in Africa dalla monocoltura agricola delle grandi multinazionali ma questa � una desertificazione di futuro.</p>
<p>Poiché in questa legislatura manca una politica nazionale sull&#8217;innovazione che si raccordi con quelle regionali, è auspicabile che siano le stesse regioni a farsene carico. L&#8217;istituzione di un coordinamento tra le regioni nelle politiche per l&#8217;innovazione e la ricerca avrebbe già enormi risultati. Ad esempio costituendo dei poli sovra-regionali di innovazione, con l&#8217;obiettivo di catalizzare le competenze presenti a livello di regionale, metterle in rete e renderle in grado di confrontarsi con i nostri concorrenti internazionali. E&#8217; impensabile che un paese piccolo come il nostro continui a frammentare le proprie capacità e competenze.</p>
<p>Eliminare le duplicazioni consentirebbe di aumentare gli investimenti diretti nell&#8217;innovazione, nei settori strategici e nel trasferimento tecnologico e di processo alle imprese. Non possiamo permetterci politiche dei &#8220;cento campanili&#8221; senza fare sistema.</p>
<p>Tutto questo si può raccogliere in <strong>Piani regionali</strong> e <strong>macro-regionali sull&#8217;innovazione</strong> in grado di concentrare risorse e azioni. L&#8217;attuale mancanza di una strategia nazionale per l�innovazione, potrebbe essere colmata dall�integrazione di piani regionali.</p>
<p>A tal fine è auspicabile istituire <strong>Forum Regionali dell&#8217;Innovazione</strong>, come luoghi in cui, in un processo &#8220;dal basso&#8221;, coinvolgere il mondo dell&#8217;impresa e del lavoro, enti locali, università, ricerca, manager e professionisti; luoghi in cui mettere a confronto i diversi attori, elaborare politiche, dirigerle e misurarne l&#8217;efficacia.</p>
<p>Dopo le elezioni un impegno sulle politiche dell&#8217;innovazione è necessario.</p>
<p>Domani e Lunedì ti invitiamo a votare il PD e i partiti della coalizione di Centrosinistra per rafforzare uno schieramento che ha a cuore il futuro dell&#8217;Italia, libero dalle politiche &#8220;ad personam&#8221; a cui la destra è spesso costretta da troppi anni, con un&#8217;idea di cambiamento che può essere da migliorare o rafforzare ma esiste ed è forte.</p>
<p>Paolino Madotto<br />
Coord. Rete dell&#8217;Innovazione</p>
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		<title>Buon Natale e buon 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 17:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato un anno intenso, abbiamo lavorato e siamo cresciuti tutti insieme. Siamo diventati una rete di relazioni ed esperienze. Adesso è il momento di disegnare nuovi traguardi e di organizzarci per raggiungerli. BUON NATALE e BUON 2010!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/12/buon-natale_reteinno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-309" title="buon-natale_reteinno" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/12/buon-natale_reteinno.jpg" alt="buon-natale_reteinno" width="530" height="353" /></a> E&#8217; stato un anno intenso, abbiamo lavorato e siamo cresciuti tutti insieme. Siamo diventati una rete di relazioni ed esperienze. Adesso è il momento di disegnare nuovi traguardi e di organizzarci per raggiungerli.</p>
<p><big><strong>BUON NATALE e BUON 2010!!!</strong></big></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Pietro Greco</title>
		<link>http://www.larete-innovazione.it/video/intervista-a-pietro-greco/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 01:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

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		<title>Emergenza lavoro, emergenza futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO di PAOLINO MADOTTO (Coord. Rete dell&#8217;Innovazione) articolo pubblicato su Corriere delle Comunicazioni del 12 ottobre 2009 Nortel, Eutelia, Alcatel, BT e molte altre aziende di ICT risuonano nelle pagine della stampa e sono solo la punta dell&#8217;iceberg della crisi occupazionale. Per ogni azienda che viene alla luce ci sono migliaia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG00054-20091014-1626.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-303" title="manif 15 ottobre sul muro" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG00054-20091014-1626-225x300.jpg" alt="manif 15 ottobre sul muro" width="225" height="300" /></a>EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO</strong></p>
<p>di PAOLINO MADOTTO (Coord. Rete dell&#8217;Innovazione)</p>
<p>articolo pubblicato su <strong>Corriere delle Comunicazioni</strong> del 12 ottobre 2009</p>
<p>Nortel, Eutelia, Alcatel, BT e molte altre aziende di ICT risuonano nelle pagine della stampa e sono solo la punta dell&#8217;iceberg della crisi occupazionale. Per ogni azienda che viene alla luce ci sono migliaia di casi di &#8220;accordi&#8221; tra singoli individui ed imprese per risolvere i rapporti di lavoro. Manager, quadri o professional non fa differenza: in questa situazione difficile le imprese e i lavoratori dell&#8217;innovazione sono particolarmente colpiti.</p>
<p><span id="more-299"></span>A differenza di altri settori, qui le fabbriche sono i professionisti, le persone. Le aziende sono in grado di competere e di crescere se i loro professionisti sono aggiornati, preparati, motivati. Ogni singolo lavoratore ha una migliore chance di lavoro se è al passo con le evoluzioni del settore. Stare fuori solo pochi mesi significa perdere la propria utilità per le aziende, non essere più aggiornati sulle ultime tecnologie. E, d&#8217;altra parte, le aziende non posseggono macchinari, trattori, presse. Il loro patrimonio è costituito dal know-how di chi ci lavora, dalle loro relazioni e reputazione, dalla esperienza accumulata. Licenziare persone è come bruciare le fabbriche. In questo settore il sostegno al reddito non basta: è necessario adottare misure specifiche, per esempio istituire percorsi di formazione permanente e programmi di stimolo della domanda.</p>
<p>Eppure, le nuove generazioni che si sono formate nelle università italiane fuggono dal nosro Paese e si affermano all&#8217;estero. Questo è uno dei principali indicatori dello spreco di capitale umano che ogni anno operiamo. Enormi risorse in termini di intelligenza (e dunque economiche nella società della conoscenza) perdute a causa di un sistema sempre più chiuso e provinciale.</p>
<p>Abbiamo un grande deficit di policy e governance dell&#8217;innovazione e le ricette utilizzate finora sono come minestre riscaldate dove sarebbero necessarie proteine e l&#8217;abilità e la ricchezza culinaria della dieta mediterranea.</p>
<p>In questi mesi i dati dicono che la crisi non si è riversata ancora pesantemente sul lavoro. Oggi la situazione rischia di mutare bruscamente per tre fattori. Primo fattore è una politica economica che ha visto il nostro paese (unico tra quelli industrializzati) non prendere nessuna misura tangibile per contrastare la crisi e far ripartire l&#8217;economia. Secondo fattore sono le banche che hanno chiuso i cordoni del credito, colpendo in particolare l&#8217;impresa che non può dare garanzie di rientro attraverso asset materiali, questo è il caso del settore dell&#8217;innovazione. Terzo fattore è la Pubblica Amministrazione, che non ha generato una grande domanda pubblica di beni e servizi di innovazione come stimolo e sostegno alle aziende del settore e, contemporaneamente, come un investimento utile alla razionalizzazione della spesa e alla nascita di un welfare rafforzato. Questo significa gare con tariffe adeguate a pagare dignitosamente i lavoratori e a contrastare il fenomeno del sub-appalto sottopagato e precario.</p>
<p>E&#8217; urgente il sostegno all&#8217;innovazione, alla ricerca e alla formazione (scuola, università, formazione permanente) come stanno facendo molti paesi simili a noi. E&#8217; su queste voci che si intravede il futuro di un paese.</p>
<p>Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli che il futuro delle nostre economie si gioca sulla capacità di competere in questi settori. Ricerca, Università, Innovazione Tecnologica, Creatività sono i pilastri sui quali costruire una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilità di aumentare la competitività del sistema Paese e di finanziare un sistema di welfare migliore per tutti i cittadini.</p>
<p>L&#8217;emergenza lavoro è dunque emergenza futuro, perché sono i lavoratori della conoscenza le vere fabbriche dell&#8217;innovazione. Manager, quadri e professionisti, siano essi dipendenti o liberi professionisti sono risorse fondamentali per la crescita economica. Se il nostro Paese vuole uscire dalle secche di una crescita che da quindici anni (da quando la Internet ha cominciato ad affermarsi) non riesce ad emergere dallo zero virgola qualcosa o poco più, è necessario che vi sia un cambiamento di strategia. E&#8217; necessario puntare sull&#8217;innovazione che offre migliori capacità di sviluppo e garantisce maggior valore aggiunto nelle merci. Innovazione significa produrre beni e servizi che integrano un livello di conoscenza sempre più alto. Con i nostri ritmi di crescita attuali per recuperare i 5 punti di PIL persi dal 2008 ci vorranno circa 5-7 anni, è necessario che si adottino misure urgenti in favore dell&#8217;innovazione e una maggiore attenzione della politica su questo settore. Per questo, come Rete dell&#8217;Innovazione, abbiamo indetto per il 15 ottobre a Roma un&#8217;iniziativa pubblica dal titolo &#8220;EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO &#8211; L&#8217;innovazione CONTRO la crisi&#8221; nella convinzione che il settore dell&#8217;innovazione possa essere la leva per costruire il futuro di questo Paese.</p>
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		<title>Intervista al Prof. Giuseppe Attardi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 22:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

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		<title>Intervista a Laura Pennacchi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 11:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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