Firma la Petizione Popolare per un piano sull’innovazione decennale finanziato con la Sospensione del ponte sullo stretto di Messina


Sign for Sospendiamo il Ponte sullo Stretto di Messina per il Rinnovamento del Paese


Oggi prende il via la raccolta delle firme della petizione per la sospensione del ponte sullo stretto di Messina. Una petizione che definiamo Provocazione Popolare per spingere il governo a prendere in considerazione la necessità di investire nell’innovazione, nel sapere e nella ricerca come priorità per dare fiato al sistema industriale e spingere sulla competitività del nostro Paese.

Da questa crisi non si uscirà con un sistema industriale tutto costruito intorno a prodotti di basso costo da esportare ma dovrà fare i conti con l’esigenza di trasformarsi in un sistema in grado di produrre innovazioni ed essere competitivo nell’economia della conoscenza.  I prodotti che si imporranno nei mercati saranni quelli che avranno un livello sempre più alto di conoscenza e innovazione incorporato e questa deve diventare la prima priorità del nostro Paese. Investire in ricerca, formazione e innovazione sono l’unica ancora di salvezza per far ripartire l’economia e diffondere benessere diffuso.

Proponiamo di spendere i 10 miliardi di € (le opere di questo tipo, in Italia, costano di solito il doppio di quanto preventivato) in un grande piano per l’innovazione per dieci anni.

Firmate, diffondete e fate firmare

http://www.firmiamo.it/sospendiamopontesullostretto

La petizione è aperta ad altre associazioni, sindacati, partiti, circoli che vogliano co-promuoverla, diffonderla o fare iniziative pubbliche, per informazioni scrivere a info@larete-innovazione.it

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AL Presidente del Consiglio
Al Presidente della Repubblica
Al Parlamento Italiano

La situazione di crisi internazionale e il piano di rientro dal debito pubblico si aggiungono al deficit del sistema produttivo italiano. Un deficit motivato dalla scarsa capacità di creare prodotti innovativi con un alto contenuto di conoscenza. Mentre la manifattura di prodotti tradizionali si scontra con una crisi epocale e con la pressione dei bassi costi di produzione, non si è adeguatamente investito nella direzione degli obiettivi di Lisbona lasciando il sistema produttivo senza la capacità di reagire. Il nostro paese ha visto un progressivo ridimensionamento della spesa in formazione, ricerca e innovazione mentre gli altri paesi industrializzati stanno aumentando il loro vantaggio e investimento proprio su questi settori strategici.

Tutti i principali studi internazionali indicano che siamo entrati nella società della conoscenza, nella quale è il livello di sapere ed innovazione che determinano il benessere sociale. La competizione internazionale impone che anche il nostro paese si dia una politica industriale di lungo termine per trasformare la nostra economia e favorire lo sviluppo economico. Chiediamo che vi sia un impegno straordinario su questo settore.

I sottoscrittori della presente petizione ritengono che siano necessarie delle risorse straordinarie da investire in innovazione con un piano decennale di 1 miliardo di euro annui, concentrato su formazione, ricerca e innovazione.

Un piano che abbia come obiettivo lo sviluppo di tecnologie innovative, servizi e prodotti ad alto contenuto di conoscenza e un diffuso aumento della qualità e della quantità di cittadini con una formazione universitaria di eccellenza.

Al fine di raggiungere questi obiettivi chiediamo che venga sospeso l’investimento sul ponte di Messina e vengano impiegate le risorse ad esso dedicate a sostegno di un piano decennale sull’innovazione.

Sospendere il ponte sullo stretto lo riteniamo particolarmente utile al fine di:

a) risparmiare denaro visto che le opere pubbliche italiane mediamente costano circa il doppio di quanto preventivato in fase iniziale (10 Miliardi di Euro) e spesso sono oggetto privilegiato di corruzione (come emerso in sede di Corte dei Conti più volte);
b) Fermarsi di fronte ad un’opera che presenta numerosi dubbi di fattibilità tecnica e che verrebbe costruita in un’area altamente sismica;
c) Sospendere la costruzione di una infrastruttura che sarebbe nei fatti isolata visto che la Salerno-Reggio Calabria a causa del semplice mal tempo è spesso interrotta (come dimostrano le cronache di questi giorni)
d) Recuperare preziose risorse da investire in “infrastrutture della conoscenza”

Investimento in conoscenza significa promuovere giovani laureati e diplomati con un forte effetto sul fronte della domanda di consumi creando un traino alla crescita del PIL. Lo stesso investimento in opere pubbliche spesso si trasforma in personale poco qualificato e, come spesso avviene, disperso nei meandri delle aziende subappaltatrici dai bassi salari con scarso effetto anticrisi.

Riteniamo che un piano sull’innovazione di durata decennale sia fondamentale al fine di:

a) Promuovere un investimento di 1 miliardo di Euro l’anno in formazione, ricerca e innovazione affinché l’Italia diventi davvero il centro di eccellenza del mediterraneo nel settore innovazione;
b) Avvicinare il nostro paese agli obiettivi di Lisbona;
c) Favorire la nascita di un industria dell’innovazione tale da far recuperare competitività nel campo della tecnologia e della ricerca a livello internazionale;
d) Sviluppare prodotti e servizi innovativi esportabili;
e) Investire le risorse in ricerca e sviluppo nel settore delle biotecnologie, nanotecnologie, robotica, spazio, comunicazioni wireless, risparmio energetico e nuove fonti rinnovabili, ICT;
f) Sostegno ad imprese italiane attraverso la domanda di beni e servizi.

Riteniamo che 100 milioni di euro l’anno (il 10% dell’ammontare annuo) debbano essere investiti nella ricerca su grandi navi veloci ed ecologiche rafforzando la leadership che il nostro paese ha in questo settore, favorendo il collegamento economico e veloce delle isole, promuovendo la costruzione di autostrade del mare per le merci e promuovendo lo sviluppo del settore cantieristico navale e la sua diffusione nel mondo grazie all’innovazione che verrebbero a determinarsi da questo investimento.

Infine riteniamo che questo piano debba essere complementare ad un sostegno delle infrastrutture in banda larga, energie rinnovabili, ecc. E’ necessario che il piano si concentri esclusivamente su investimenti in formazione, ricerca, innovazione e talenti.

Primi firmatari:
Paolino Madotto,  Walter Tocci, Oriano Giovanelli, Gianni Pittella, Gianni Cuperlo, Fabrizio Morri, Vinicio Peluffo, Giampiero Scanu, Alessandra De Santis, Luigi Vimercati, Athos De Luca, Andrea Ranieri

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