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	<title>La Rete dell&#039;Innovazione &#187; Bersani Segretario</title>
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		<title>&#8220;Innovatori Europei&#8221; e &#8220;Rete dell&#8217;Innovazione&#8221; per Pierluigi Bersani Segretario</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 21:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacità di innovare. La ragione primaria che determina questa incapacità è la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si è determinato con il passaggio dalla società industriale alla società della conoscenza: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-183 tworows" title="Pierluigi Bersani" src="http://www.larete-innovazione.it/wp-content/uploads/2009/09/bersani.jpg" alt="Pierluigi Bersani" width="320" height="241" />La crisi mondiale nella quale ci troviamo ha messo in luce la debolezza del sistema produttivo nazionale e la sua incapacità di innovare.<br />
La ragione primaria che determina questa incapacità è la mancata comprensione del cambio di paradigma che nel mondo occidentale si è determinato con il passaggio dalla società industriale alla società della conoscenza: si tratta non solo di una profonda variazione del sistema produttivo<span id="more-175"></span>, nel quale assumono un rilievo inedito rispetto al passato le attività e i beni che includono quantità crescenti di conoscenza, innovazione e creatività ma, nel complesso, di un profondo cambiamento culturale e politico.</p>
<p>Un cambiamento che si esercita innanzitutto sull&#8217;idea stessa di progresso e benessere: se sino ad ora si è pensato che queste variabili obbedissero ad una crescita inarrestabile della produzione e del consumo, sostenuta dall&#8217;economia finanziaria, adesso gli effetti negativi di questa ideologia hanno reso evidenti e gravi gli errori commessi sino ad oggi. Dalla crisi di una finanza slegata dalla produzione reale, alla precarietà a cui stiamo consegnando il pianeta, sino alla esplosione degli equilibri tra diritti fondamentali nelle zone ricche a quelle più povere del mondo.</p>
<p>Il neoliberismo, con la sopraffazione dell&#8217;etica da parte del profitto e dei bisogni generali da parte dei particolarismi e interessi sempre più ristretti, è stato la dottrina economica che ha prodotto questo stato di cose.</p>
<p>Nella società sempre più globalizzata nella quale viviamo, innervata dai sistemi a rete &#8211; Internet in primis &#8211; i destini reciproci sono sempre più interdipendenti: questa è la variabile esogena più evidente che ci deve indurre a ripensare i nostri modelli di sviluppo, tenendo al contempo in conto la soddisfazione dei nostri bisogni e la ricaduta globale che le nostre azioni producono.</p>
<p>Tutti i principali paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo stanno facendo enormi investimenti e piani di intervento, sui settori dell&#8217;innovazione, sul sapere, sulla ricerca e sull&#8217;energia e ambiente, per cogliere le opportunità di questo nuovo scenario di interdipendenza internazionale e mutazione del sistema produttivo.</p>
<p>L&#8217;economia italiana sembra invece non aver compreso a sufficienza questo profondo mutamento di paradigma. Mentre tutti i paesi industrializzati investono in innovazione e ricerca per aumentare la quantità di conoscenza contenuta in ciò che producono, il nostro paese è asserragliato invece su produzioni a bassa e media specializzazione tecnologica che non consentono di competere con efficacia in un mondo sempre più globalizzato.</p>
<p>La crisi finanziaria che stiamo attraversando è crisi di un modello di crescita e di una impostazione economica &#8220;non sostenibile&#8221; ed ha semplicemente dato l&#8217;impulso ad un lento e continuo declino del nostro sistema economico, che rischia di protrarsi, e che va fermato, assumendo decisioni coraggiose in tempi brevi.</p>
<p>Tutto questo si accompagna alla necessità di un uso più attento delle limitate risorse del Pianeta: il clima sta cambiando sotto i nostri occhi, rischiando di compromettere in maniera irreversibile le nostre condizioni di vita sul pianeta.</p>
<p>Per questo, negli ultimi due anni, il tema del Cambiamento Climatico, da vincolo &#8211; costo per le economie e le società è diventato opportunità economica &#8211; culturale &#8211; politica, al punto che oggi dagli Stati Uniti alla Francia, passando per la Cina, si parla della necessità di una <strong>Green Economy and Society.</strong></p>
<p>In questo nuovo contesto, l&#8217;obiettivo strategico di un Paese come l&#8217;Italia è quello di investire in innovazione e conoscenza, modernizzare l&#8217;apparato produttivo e contribuire all&#8217;affermazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.</p>
<p>Un modello che premia i processi di produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi ad impatto zero, ovvero tali che qualunque costo ambientale derivante dalla pressione esercitata dalle attività umane sull&#8217;ecosistema Terra sia controbilanciato da un&#8217;azione uguale e contraria, evitando di contrarre &#8220;debiti ambientali&#8221; che ricadranno, inevitabilmente, sulle future generazioni.</p>
<p><strong>Per arrivare ad una Green Economy and Society, occorre innanzitutto innescare un processo virtuoso che, sfruttando anche le leggi del mercato, determini l&#8217;emersione e l&#8217;affermazione di questo nuovo modello economico e culturale</strong>.<span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p>La vera sfida consiste, infatti, nel diffondere nella società civile una consapevolezza ambientale che si traduca in tecnologie, comportamenti e buone pratiche quotidiane che, nel loro insieme, possiamo definire <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong>. Queste azioni vanno dagli accorgimenti per la riduzione dei consumi di energia ad interventi più strutturati di efficienza energetica degli edifici, installazione di impianti di generazione da fonti rinnovabili, progetti di energy management, trasporto sostenibile, produzione sostenibile etc.</p>
<p>Mentre le soluzioni sono ormai note e la tecnologia è in molti casi già disponibile, per diffondere il <strong>&#8220;Clean Behaviour&#8221;</strong> ed accelerare la transizione verso una <strong>Green Economy and Society</strong> i fattori critici di successo sono:</p>
<p>1.<strong> Lo sfruttamento dell&#8217;attuale crisi energetica</strong>, divenuta, a tutti gli effetti, strutturale, quale opportunit� offerta dal mercato per sensibilizzare tutti, cittadini e imprenditori, sui risparmi immediati che nascono da comportamenti eco-compatibili;</p>
<p>2.<strong> L&#8217;adozione di Internet come paradigma di processo bottom-up</strong>, autenticamente democratico e direttamente partecipativo. Il Web è esploso grazie alla sua configurazione di rete <em>peer-to-peer</em> in cui tutti collaborano alla creazione e diffusione dei contenuti: lo stesso modello va adottato per creare e condividere conoscenza sul tema del <strong>Clean Behaviour</strong>. E&#8217; importante notare, infatti, che la &#8220;rete intelligente&#8221; sarà anche il modello di generazione e distribuzione dell&#8217;energia del futuro, in cui ciascun utente &#8211; nodo della rete sarà potenzialmente produttore e consumatore di energia, esattamente come nel Web 2.0 il navigatore ha oggi un ruolo di creatore e fruitore di contenuti in Internet.</p>
<p>3.<strong> La creazione, a livello internazionale, delle condizioni di consolidamento di una massa critica di &#8220;politiche&#8221; che possa scatenare un processo irreversibile.</strong> Ciò può avvenire incentivando gli investimenti in iniziative &#8220;verdi&#8221; attraverso strumenti normativi (definizione di standards a livello europeo &#8211; internazionale) ed economici (sgravi fiscali, finanziamenti agevolati di livello sovra-nazionale), che accompagnino lo sviluppo ed il consolidamento di un mercato delle emissioni e di un carbon finance globali.</p>
<p>Nella definizione di <strong>Green Economy and Society</strong> si racchiude quindi un po&#8217; tutto:</p>
<p>- una <strong>Nuova Società</strong>, basata sulla sostenibilità dello sviluppo economico e dei consumi, ovvero sul Clean Behaviour<br />
- una <strong>Nuova Economia</strong>, incentrata sulla sostenibilità e sull&#8217;etica dei comportamenti, una Green Economy appunto.</p>
<p>E&#8217; da lì che bisogna partire per capire la portata di questo cambiamento: che non è quindi solo cambiamento di un paradigma economico-industriale (il passaggio da uno sviluppo basato su combustibili fossili ad uno basato su energie rinnovabili) ma anche e soprattutto una innovazione culturale e sociale, in cui l&#8217;uomo torna al centro della scena, con la sua carica di umanità, di socialità partecipata all&#8217;ambiente in cui vive.</p>
<p>E&#8217; per questo che tale tema dovrà risultare come la sfida più rilevante del Partito Democratico: un Partito che deve e può guidare l&#8217;Italia, in un momento unico ed irripetibile, a rivedere il proprio modello di sviluppo culturale ed economico, mettendo al centro il tema della sostenibilità ambientale.</p>
<p>Questo noi chiediamo a Pierluigi Bersani, &#8220;nostro&#8221; candidato alla Segretaria al congresso di Ottobre, sicuri che, con l&#8217;esperienza e il pragmatismo dimostrati da Ministro dello Sviluppo Economico, potrà affrontare una sfida così complessa e nuova.</p>
<p>9 Settembre 2009 &#8211; <strong>Rete dell&#8217;Innovazione</strong> e <strong>Innovatori Europei</strong></p>
<p><strong>Paolino Madotto</strong><br />
<strong>Massimo Preziuso</strong><br />
<strong>Alberto Zigoni</strong><br />
<strong>Stefano Casati</strong><br />
<strong>David Ragazzoni</strong><br />
<strong>Alessia Centioni</strong><br />
<strong>Francesco Augurusa</strong><br />
<strong>Antonella Giulia Pizzaleo</strong><br />
<strong>Alessandra Maggiani</strong><br />
<strong>Mattia Siciliano</strong><br />
<strong>Valerio Pieroni</strong><br />
<strong>Franco Scravaglieri</strong><br />
<strong>Alessandra De Santis</strong><br />
<strong>Federico Mercuri</strong></p>
<p>Per adesioni e/o informazioni: <a href="mailto:infoinnovatorieuropei@gmail.com">infoinnovatorieuropei@gmail.com</a> oppure <a href="mailto:info@larete-innovazione.it">info@larete-innovazione.it</a></p>
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		<title>EMERGENZA LAVORO, EMERGENZA FUTURO &#8211; L&#8217;innovazione CONTRO la crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e iniziative]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli cheil futuro delle nostre economie si gioca sulla capacità di competere in questi settori. Ricerca, Università, Innovazione Tecnologica, Creatività sono i pilastri sui quali rifondare una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilità di aumentare la competitività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i principali paesi industrializzati stanno investendo energie e risorse sull&#8217;innovazione e il sapere, consapevoli cheil futuro delle nostre economie si gioca sulla capacità di competere in questi settori. <strong>Ricerca, Università, Innovazione Tecnologica, Creatività sono i pilastri sui quali rifondare una ripresa economica sostenibile e duratura nel tempo, con la possibilità di aumentare la competitività del sistema Paese e di finanziare un sistema di welfare che consenta una qualità della vita migliore per tutti i cittadini. </strong><br />
L&#8217;Italia è indietro proprio sul fronte delle policy relative ai nuovi modelli di sviluppo sociali ed economici ed è un Paese fermo alla produzione di beni e servizi di bassa e media specializzazione tecnica, che competono più sul prezzo o sul design che sulla quantità di conoscenza e innovazione presenti.</p>
<p>In Italia il settore dell&#8217;Innovazione (Sapere, Ricerca, Innovazione, Creatività) sta subendo pesanti tagli di investimenti e finanziamenti pubblici mentre il settore privato spesso non è stimolato a coglierne le opportunità. Un Paese come il nostro che già fa molta fatica ad utilizzare l&#8217;innovazione non è incentivato a farlo per le politiche insufficienti che sono messe in atto finora dal governo.</p>
<p>Eppure, la &#8220;fuga&#8221; delle nuove generazioni maggiormente istruite nelle università italiane e l&#8217;affermazione che esse riescono ad ottenere all&#8217;estero è uno dei principali indicatori sul capitale umano che ogni anno sprechiamo. Enormi risorse in termini di intelligenza (e dunque anche economiche nell&#8217; economia della conoscenza) perdute a causa di un sistema sempre più chiuso e provinciale.<br />
Eppure esistono eccellenze italiane che si distinguono a livello internazionale per la loro capacità di creare prodotti nuovi, distinguendosi nel software, nelle nuove tecnologie, nelle scienze della vita ed affermandosi anche a livello internazionale.</p>
<p>Il settore dell&#8217;Innovazione oggi è in enorme sofferenza, molte delle multinazionali che negli anni scorsi hanno aperto centri di ricerca e produzione in Italia stanno chiudendo, altre aziende hanno avviato pesanti programmi di ridimensionamento. A farne le spese sono i giovani che non trovano adeguati sbocchi di lavoro, sempre più chiusi nel precariato e coloro che, pur con anni di esperienza e professionalità, escono sempre più spesso da mercato del lavoro, senza possibilità di ricollocarsi.</p>
<p><strong>E&#8217; urgente una grande azione di programmatica e di investimenti sull&#8217;innovazione e il sapere che finanzi interventi immediati attraverso la domanda pubblica e incentivi sulla quella privata. Un grande piano che sostenga la ricerca e la formazione, anche quella permanente, per sostenere il futuro dell&#8217;Italia.e delle nuove generazioni. E&#8217; urgente che dalle parole di sostegno generiche si passi a fatti concreti per far crescere la nostra competitività e consolidare il diritto al lavoro.<br />
</strong></p>
<p>Con questa iniziativa<strong> la Rete del&#8217;Innovazione, </strong>che sostiene al congresso del PD<strong> Pierluigi Bersani, </strong>vuole mettere in evidenza questa emergenza<strong> e stimolare il PD in primis </strong>e tutte le forze politiche ad impegnarsi, <strong>convinti come siamo che questo è il FUTURO DELL&#8217;ITALIA.</strong></p>
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